Mortdecai

Mortdecai

Tra la possibilità di vedere un film che ha vinto 4 oscar ed innumerevoli nomination ed il solito film scadente di Johnny Depp, ovviamente quale ha la meglio? Si ricorda quanto segue:

– Basta Tim Burton
– Basta Johnny Depp
– BASTA JOHNNY DEPP E TIM BURTON INSIEME

Frasi dette e ripetute con fermezza dopo Dark Shadows o ancora peggio, dopo Trashendence, tanto per citarne un paio.

Ma in fondo, a noi ci piacciono questi film brutti.
Possiamo non avere pretese, essere quello che siamo veramente e non doverci applicare alla comprensione del film. Possiamo sentirci persone migliori finché al mondo ci sono film come Trashendence o Merdecai.
Che poi Merdecai non è nemmeno così brutto, anzi. E’ leggero, con dello humour inglese scadente ma ricercato, ed è un film pieno di quadri brutti e di baffi.
Una miriade, una moltitudine di barbe e baffi in ascensore.

Johnny Depp non dà il peggio di sé in Merdecai, Gwyneth Paltrow è adorabile, non solo quando è fidanzata con Iron Man, ma anche con Mortdecai. E poi non ci sono loro due; ottimo Ewan McGregor, tenero Paul Bettany. Merdecai ha dei bei colori ed è un film perfetto nella sua categoria di film da valore zero.

Credo che sarà necessaria un’inversione di tendenza: rifiutare questi film è come rifiutare se stessi, e tanto sempre ugualmente finiremo a vederli. Quindi, perché opporsi al proprio destino?

Altre note (in)utili: La regia è di David Koepp (sceneggiatore di Jurassic Park!!!), alla sua seconda volta con Johnny Depp, con il quale aveva girato già il dimenticabile Secret Window. Mortdecai è tratto dalla serie di romanzi inglesi pubblicati tra il 1972 e il 1985.

Olivia Munn in un cosplay di Leia Organa al San Diego Comic-con del 2007. Nel film interpreta Georgina, figlioletta ninfomane di un riccone.

Olivia Munn in un cosplay di Leia Organa al San Diego Comic-Con del 2007. Nel film interpreta Georgina, figlioletta ninfomane di un riccone.

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Come mai a te piacciono sempre persone così?” disse Naoko.

“Abbiamo tutti qualcosa di squilibrato, qualcosa che non funziona, tutte persone che non sanno nuotare bene e che vanno sempre più a fondo. Siamo tutti così, in un modo o nell’altro: io, Kizuki, Reiko. Come mai non ti piacciono persone più normali?”

“Io non penso che sia così “, dissi dopo aver riflettuto un momento.

“Per me non avete proprio niente di squilibrato, né tu, né Kizuki né Reiko. Le persone che sembrano squilibrate per me sono tutte quelle che vanno in giro per il mondo senza nessun problema.”

La polvere posata ovunque

Ho visto in questi giorni due film che volevo vedere da molti anni e che eppure non ero mai riuscita a vedere. Entrambi i film sono di Ang Lee, guarda caso.

Brokeback Mountain

Il primo è Brokeback Mountain, 2005, che consacrò la carriera di Heath Ledger.
Un film che non poté passare inosservato. Una storia omosessuale tra i monti del Wyoming. L’amore più vero che s’affianca all’adattamento e alle convenzioni, al matrimonio eterosessuale, al falso obbligato.
Non credo sia necessario dilungarsi su quanto questo film risulti bello e ben realizzato, lo sappiamo tutti: la perfezione dei paesaggi montuosi, la storia che non scade mai nell’imbarazzante e romantico. Ang Lee non eccede nei dialoghi, nel melodramma e nelle spiegazioni. Mostra le storie per come sono, raccontandole per immagini, per eventi, senza sbilanciarsi. E alla fine queste entrano così dentro da far male.

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Poi, volevo vedere al cinema Lust, Caution nel 2007. Erano i primi anni di università e ancora non c’era il centro commerciale nella mia città. La multisala più vicina era a mezz’ora da qui, e si sentiva odore di popcorn, c’era il Mc Donald’s affianco e ricordo come se fosse ieri la notte senza luce sulla strada per raggiungerla. Ricordo l’odore di quegli anni e i colori dei maglioni. Sembrava che neanche i fari delle auto riuscissero a fare luce. Andavamo allo spettacolo delle 22, e la luce che veniva dalla multisala sembrava l’unica macchia di colore intorno a noi. “Lust, Caution” in italiano prende il nome di “Lussuria – Seduzione e sentimento”, un titolo che scritto in questo modo è più che mai fuorviante. “Se, jie” (questo è il titolo originale) avevo deciso di vederlo e così lo consigliai a tutti, insomma, lo proposi per andarlo a vedere. Ma gli eventi – non ricordo minimamente perché – fecero sì che tutti lo andarono a vedere tranne me (pur non essendovi interessati), e a nessuno piacque. E alla fine mi dissero: non ti sei persa niente, faceva proprio schifo, scoraggiandomi così tanto che da allora non l’ho visto più.
Dopo 7 anni capisco perché Lust, Caution non piacque a nessuno. E’ un film che avanza piano e di lussuria non vi è quasi niente. Non è un film erotico, ma un film che fa male nel profondo, come una storia d’eros al cinema deve fare.
Era un film perfetto fino a 3 minuti prima della fine, e non vi scriverò perché, che nonostante l’amarezza che si trascina dietro ho apprezzato molto, così come è agrodolce il ricordo di quegli anni passati che mi riporta alla mente.
Sicuramente consigliato.

American Sniper

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Ultimo film di Clint Eastwood e il migliore dei suoi che abbia visto negli ultimi anni. American Sniper esce in un momento purtroppo molto idoneo alle vendite e segue lo spaccato di vita di un cecchino americano coniugando etica ed un tipo di intrattenimento generalmente maschile, mantenendo alti i livelli di tensione in tutto il film, a volte divagandosi nei rapporti tra le persone e nella storia tra Chris Kyle (uno dei migliori cecchini americani, realmente vissuto, nato in Texas nel 1974 e morto il 2 Febbraio 2013) e sua moglie.
Il film è quindi tratto da una storia vera e più nel dettaglio dall’autobiografia di Chris Kyle, esposta in bella vista sui ripiani delle librerie in questi mesi, insieme a Still Alice, The Water Diviner, 50 Sfumature di Grigio e gli altri libri dai quali sono tratti i film in uscita nelle sale in questo periodo.
American Sniper non delude e scaraventa lo spettatore in Iraq, nel bel mezzo della guerra che ha seguito l’11 Settembre. American Sniper, mancando ogni sua possibilità di rivelarsi troppo americano, troppo buonista o troppo militarista, narra una storia vera con tutta la freddezza e la precisione ritrovata di Clint Eastwood, senza sbagliare assolutamente niente.
Non mancano gli spunti di riflessione: è giusto rinunciare a vivere le proprie vite per calarsi in un mondo di sofferenze lontane e cercare a tutti i costi di salvare delle vite, quando è la guerra stessa ad averle messe in pericolo, o quando si potrebbero salvare delle vite in modi diversi?

Tutte contro lui

Tutte contro lui

Film del 2014 con Cameron Diaz, attrice che non smetto di guardare con piacere. Come il titolo suggerisce si tratta di una commedia leggera incentrata sul girl power, l’amicizia tra donne e i difficili rapporti sentimentali che coinvolgano più di due individui: in questo film le amanti dell’affascinante Mark sono almeno 3! La commedia non manca di cliché tipici dei film comici, un cane enorme che combina guai, diarree… Tutto sommato non risulta mai imbarazzante e nonostante non si tratti di un capolavoro (chi si aspetterebbe un capolavoro da un titolo così!) risulta un ottimo intrattenimento leggero, anzi, leggerissimo.
Le tre protagoniste che si dividono Mark sono Cameron Diaz, Leslie Mann e Kate Upton… Mica male :D

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