De André Principe Libero ed altri film di cattivo gusto: la solitudine fa schifo, quando non è condivisa.

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“Non contano quelli come me, che devono spiegarti come dormire: conta come stai comodo tu.”

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Fabrizio De André – Principe Libero, 2018

De Andrè aveva davvero bisogno di questa cosa? Sceneggiato in due episodi su Fabrizio De André, interpretato da Luca Marinelli. A parte l’ovvia constatazione che non sia tanto opportuno far interpretare un genovese ad un romano, lo scemeggiato è ben recitato, accompagnato da canzoni e ripercorre la vita del Faber. Utile per tutte quelle persone che non hanno voglia di leggersi una biografia perché non han mai pensato che la cosa poteva cambiare loro la vita. E’ ben descritto l’uomo che c’è dietro le sue canzoni. Alcolizzato, anarchico e amante della campagna.

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Fabrizio De Andrè – Amico fragile: Una biografia su De André che possiedo e che mi regalarono a un compleanno, e che in effetti non ho mai letto.


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“La solitudine fa schifo, quando non è condivisa.”

“E’ questo il patto fra di noi. Io che faccio la parte della cretina e tu che torni. E’ così che si fa.” (La prima moglie di De André, a De Andrè)

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marinelli e dori ghezzi


Scanners, 1981

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Scanners: ci ho messo davvero troppo tempo per i miei gusti a trovare un’immagine che non facesse venire il mal di stomaco con teste che esplodono e carne spappolata.

Ormai Cronenberg è per me il regista del momento. Scanners forse l’avevo già visto anni fa o più o meno all’epoca (insomma, sempre un po’ dopo, non ero nata…). Parla di telepati incompresi ed emarginati ed inizia bene con cervelli che esplodono. Racchiude in sé la problematica sociale di discriminazione del diverso un po’ alla maniera di X-Men e sicuramente si sono ispirati da qui per i vettori di Elfen Lied. Purtroppo, sceneggiatura un po’ debole ed obsoleta anche se in sostanza si tratta di un film interessante da vedere, che pure se è una cagata, è una cagata gradevole.

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La mosca, 1986

La mosca non ha questo problema: la mosca è OTTIMO. Una giornalista conosce un genio che sta mettendo a punto il teletrasporto e lei decide di lavorarci su, in più sensi. Per scrivere un articolo sulla scoperta i due iniziano a stare sempre insieme, ed in effetti ‘sto scienziato, Seth Brundle, è carino. Però la giornalista ha già un fidanzato e lei, per andare a mollarlo, lascia Seth da solo per mezza serata, che ha la brillante idea di ubriacarsi e teletrasportarsi per errore insieme a una mosca. Così l’uomo inizia a trasformarsi progressivamente in una mosca. Beh lei ha sempre l’ex, che non è male, peccato che alla fine del film la mosca spappola all’ex un braccio ed un piede con la sua saliva. Poi la mosca viene sparata in testa. Urla e pianti. Bellissimo. Per la serie: niente più uomo mosca ma si può sempre ritornare con l’ex disabile. Insomma una ragazza sfortunata davvero, che magari se faceva meno la troia non succedeva ‘sto casino.

Il film è un remake de L’esperimento del dottor K, del 1958, e a sua volta ha ispirato tantissimi altri film.

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– Lui ancora ti ama?
– Chi glielo impedisce.

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Altre visioni

Midori-ko

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Spaventoso. Un film d’animazione del 2010, grottesco, inquietante, confuso. Disturbante. Immaginate Eraserhead di Lynch unito alla Città Incantata di Miyazaki. E’ un bel prodotto, ma non so fino a che punto consigliarlo, è per cultori del genere. E’ sicuramente molto interessante, ma non mi ha trasmesso così tante emozioni, in ogni caso, si tratta di un prodotto fuori dal comune e già per questo merita attenzione. Di Keita Kurosaka.

Erased

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Uno dei migliori prodotti degli ultimi anni. Forse, proprio il migliore. Solo 12 episodi, ma equilibrati, una storia ben sviluppata, originale, splendide animazioni, fondali perfetti, personaggi caratterizzati correttamente. La storia è bilanciata sotto ogni aspetto: sentimenti, horror, indagini, paranormale. Mi ha ricordato, nel finale, il film Confessions di Tetsuya Nakashima. Erased è davvero stupendo. Lo consiglio molto.

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Ascension

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Solo 6 episodi per Ascension, un telefilm sci-fi che ad un primo impatto non sembra neanche sci-fi. Ascension è morbido e curato in ogni dettaglio, intriso d’un fascino onirico, pieno di gnocche alla maniera di Twin Peaks. Ha tutti gli elementi che a me interessano, se non fosse che taglia corto negli ultimi 2 episodi rovinando una serie pilota di per sé breve, sarebbe di estremo valore.

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American Sniper

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Ultimo film di Clint Eastwood e il migliore dei suoi che abbia visto negli ultimi anni. American Sniper esce in un momento purtroppo molto idoneo alle vendite e segue lo spaccato di vita di un cecchino americano coniugando etica ed un tipo di intrattenimento generalmente maschile, mantenendo alti i livelli di tensione in tutto il film, a volte divagandosi nei rapporti tra le persone e nella storia tra Chris Kyle (uno dei migliori cecchini americani, realmente vissuto, nato in Texas nel 1974 e morto il 2 Febbraio 2013) e sua moglie.
Il film è quindi tratto da una storia vera e più nel dettaglio dall’autobiografia di Chris Kyle, esposta in bella vista sui ripiani delle librerie in questi mesi, insieme a Still Alice, The Water Diviner, 50 Sfumature di Grigio e gli altri libri dai quali sono tratti i film in uscita nelle sale in questo periodo.
American Sniper non delude e scaraventa lo spettatore in Iraq, nel bel mezzo della guerra che ha seguito l’11 Settembre. American Sniper, mancando ogni sua possibilità di rivelarsi troppo americano, troppo buonista o troppo militarista, narra una storia vera con tutta la freddezza e la precisione ritrovata di Clint Eastwood, senza sbagliare assolutamente niente.
Non mancano gli spunti di riflessione: è giusto rinunciare a vivere le proprie vite per calarsi in un mondo di sofferenze lontane e cercare a tutti i costi di salvare delle vite, quando è la guerra stessa ad averle messe in pericolo, o quando si potrebbero salvare delle vite in modi diversi?

Tutte contro lui

Tutte contro lui

Film del 2014 con Cameron Diaz, attrice che non smetto di guardare con piacere. Come il titolo suggerisce si tratta di una commedia leggera incentrata sul girl power, l’amicizia tra donne e i difficili rapporti sentimentali che coinvolgano più di due individui: in questo film le amanti dell’affascinante Mark sono almeno 3! La commedia non manca di cliché tipici dei film comici, un cane enorme che combina guai, diarree… Tutto sommato non risulta mai imbarazzante e nonostante non si tratti di un capolavoro (chi si aspetterebbe un capolavoro da un titolo così!) risulta un ottimo intrattenimento leggero, anzi, leggerissimo.
Le tre protagoniste che si dividono Mark sono Cameron Diaz, Leslie Mann e Kate Upton… Mica male :D

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Big Eyes

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Siamo nel 2015 ed è l’ultimo film di Tim Burton. E l’ultimo film dignitoso di Tim Burton che avevo visto era stato Sweeney Todd nel 2007. Perché, anche volendo essere buoni:

Dark Shadows era assolutamente intollerabile (2012);

Alice in Wonderland aveva deluso ogni aspettativa condensandosi in un insieme irritante di attori e bestie addobbati in maniera irritante (2010);

Frankenweenie è un remake di un corto già visto del 1984, in bianco e nero, e che andava già benissimo così. (2012)

Con Big Eyes Tim Burton ritorna però ai buoni livelli che lo avevano fatto apprezzare dai più, Big Eyes è un film autobiografico così come lo era Ed Wood (1994), che segue le vicende della pittrice Margaret Keane.

Big Eyes è ben fatto, piacevole ed interessante.

Vi lascio con alcune immagini che il mio ragazzo non mi farebbe mai appendere in salotto.

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I Film in Casetta: L’Uomo con i Pugni di Ferro e Solo Dio Perdona

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Film in Casetta N.1: L’Uomo con i Pugni di Ferro (The Man With Iron Fists), regia di Russel Crowe, con Russel Crowe, Lucy Liu, Jamie Chiung, Rick Yune, RZA.

Motivi per vedere il film: Russel Crowe che fa lo sborone, signorine asiatiche, una bella fotografia. Voto: compreso tra 1,5 e 4. Su 10.

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Film in Casetta N.2: Solo Dio Perdona (Only God Forgives), regia di Nicolas Winding Refn (Drive), con Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas.

Ho letto da qualche parte, forse in qualche altra recensione, come Ryan Gosling fosse garanzia di film brutto. Idea che non condivido, dato lo splendido Blue Valentine e il delicatissimo Lars e una ragazza tutta sua. Ma Ryan Gosling in Only God Forgives decisamente si incorona a principe degli hipster e delle porcate cinematografiche, picchiato a sangue in gilet. In realtà apprezzo molto Ryan Gosling, ma questo film decisamente ambizioso forse andrebbe rivisto: ottima fotografia, d’ispirazione lynchiana, ma una trama poco solida, lasciamo la speranza di non aver capito qualcosa prima di bocciare questo film senz’altro particolare.

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Film per passare il tempo

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Favola inverosimile, non tanto per la disomogeità della coppia quanto per le modalità di accoppiamento. Di solito la spiegazione a situazioni di questo genere è: lei è scema. Quanto una campana. E si vede. Film molto carino e gradevole, nel suo genere che non vale nulla, neanche quanto una cicca già masticata. Consigliato.
(Con Alice Eve e Jay Baruchel, 2010).

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Commedia nera che parte in sordina in un crescendo di situazioni divertenti. Se non avete niente da fare e non vi fa impressione scherzare con i morti.

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Assolutamente ridicolo: non fa né ridere né piangere. Ovviamente l’ho visto per Edward Norton. Tre amici d’infanzia, una bella biondina, un prete e un rabbino, entrambi innamorati dela loro amichetta. Ne finirà, imho, in qualcosa a tre, che purtroppo non viene raccontato. :(
Viva Norton :( (Non l’antivirus, quello continuo a non sopportarlo)

Star Trek: Into Darkness

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Nelle sale in questi giorni è uscito Man of Steel, che sta lasciando molto parlare di sé, ma nell’ordine delle mie priorità ha la precedenza il secondo episodio di Star Trek diretto da J.J.Abrams, seguito del già ottimo film del 2009 intitolato semplicemente Star Trek, reboot del telefilm che ha segnato la storia dello sci-fi. “Into Darkness” è il dodicesimo capitolo di Star Trek dedicato al grande schermo e il cast è rimasto invariato rispetto al film del 2009 con l’aggiunta di Benedict Cumberbatch nel ruolo di Khan. Onestamente trovo questa prova per J.J.Abrams estremamente buona nonostante non sia priva di errori nella trama che i trekkers (o trekkies) non potranno fare a meno di notare, invece, per quanto mi riguarda Star Trek – Into Darkness va considerato per quello che è, cioè un film di intrattenimento di alto livello da vedere con piacere senza pretendergli la perfezione assoluta. In sintesi, davvero ottimo.