You were there

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The island bathes in the sun’s bright rays
Distant hills wear a shroud of grey
A lonely breeze whispers in the trees
Sole witness to history

Fleeting memories rise
From the shadows of my mind
Sing “nonomori” – endless corridors
Say “nonomori” – hopeless warriors
You were there
You were there

Am I forever dreaming
How to define the way I’m feeling

You were there
Countless visions they haunt me in my sleep
You were there
Though forgotten all promises we keep

Slaves to our destiny
I recall a melody
Sing “nonomori” – seasons lit with gold
Say “nonomori” – legends yet untold
You were there
You were there

Happiness follows sorrow
Only believing in tomorrow

You were there
Countless visions they haunt me in my sleep
You were there
Though forgotten all promises we keep

The island bathes in the sun’s bright rays
Distant hills wear a shroud of grey
A lonely breeze whispers in the trees
Sole key to this mystery

(Ico, You were there)

OGAME

<<Ti stai laureando in ogame, giusto?>>


So bene che non ci sia proprio nulla di cui vantarsi, ma non riesco a non compiacermi del fatto che sia finita a giocare a ogame.
OGame
è un browser game (ciò vuol dire che non avete bisogno di nulla per giocarci: solo del vostro browser, Internet Explorer, Firefox, etc.) ambientato nello spazio. Il gioco è nato nel 2002 ma ebbe un vero proprio boom nel 2005.
Eh, me lo ricordo bene quel periodo: quasi chiunque in quell’estate del 2005 era finito a giocare a OGame, ci si svegliava alle 5 di mattina per conoscere l’esito di una battaglia, rinforzare le flotte, riorganizzare il fleetsaving…
Sì, perché OGame ha anticipato un’intera tipologia di giochi oggi ben noti, come Farmville e altre stronzate varie, è un gioco continuativo nel tempo, ovvero si programmano delle azioni (costruzioni di flotte, difese, sviluppo di tecnologie, battaglie) le quali avvengono in un certo arco di tempo, lo scopo del gioco è ovviamente quello di accumulare quanti più punti possibili e questi dipendono dalle proporzioni del vostro impero.
OGame è definito un gioco di strategia, non so, è così lento che sta facendo crescere la barba anche a me, sicuramente più intelligente di FARMVILLE (al quale non ho mai giocato, ma è proprio il male, lì non c’è niente da fare, solo i fagioli). In OGame… Boh. Stai lì. Fai le tue cose. Colonizzi pianeti, sviluppi miniere, accumuli risorse, attacchi qualche pollo, vedi quel numerino in classifica affianco al tuo nome diminuire anche molto velocemente ma… Tutto questo divertimento? . La fortuna di questo gioco è dovuta più che altro al fatto di avere un pesante effetto drogante (che su di me, refrattaria ai videogames, non ha: gioco a OGame come potrei andare a fare birdwatching).
Com’è che sono finita a giocare ad OGame? Si paga il prezzo di ritornare a frequentare IRC (sempre, per i profani, IRC è stata la prima forma di comunicazione istantantea, nata alla fine degli anni 80: in pratica una chat quasi in disuso) in maniera più o meno assidua e allora si ritrovano le solite conoscenze che dal 2002 ad oggi non si sono mai mosse da lì (Azzurra in tutti questi anni non è cambiata di un briciolo) che t’istigano alla conquista dell’universo, eh l’alleanza, abbiamo bisogno del tuo aiuto, eh, non puoi mancare! M’iscrivo dunque, e scopro che ci sono più di 50 universi italiani nei quali poter giocare, di cui alcuni con velocità doppia, tripla o quadrupla. E io che credevo che OGame fosse passato di moda, rimosso dalla mia coscienza così come da quella di chiunque altro, dopo quel 2005 e tutti quegli anni passati! Inizio vagamente a preoccuparmi del fenomeno sfogliando in giro qualche forum alla ricerca di consigli e informazioni pratiche sul gioco. E leggo che c’è ancora oggi CHI NON DORME PER OGAME, s’emoziona nel vedere quel video introduttivo, fan art, pagine e pagine di codici per le alleanze, azioni di spam seriale per reclutare nuovi utenti, attese inquiete per l’apertura dei nuovi server e c’erano addirittura alcuni che scrivevano DI ESSERSI CREATI UNA VITA SOCIALE GRAZIE AD OGAME, s’erano fatti pure la morosa e preso un nuovo cane solo per merito delle conoscenze interspaziali!
Un altro segnale effettivamente indicativo di quanto sia grave OGame è che a chiunque dica di aver intrapreso questa nuova attività (e che non appartenga alla mia alleanza), questi inizia a preoccuparsi seriamente per la mia salute.
“Ma sei depressa?” “Ma perché hai fatto una cosa del genere?” “Sei davvero sicura di volerlo?”
“Sì, sono davvero sicura. E’ che ho un buco nella mia giovinezza.”

Sono stata in Svezia e in Danimarca, ho bevuto birra a colazione, ho trovato tappi di bottiglia di birra nei miei stivali il giorno dopo una festa fantastica (e mi sono anche svegliata nel letto di una donna, ma quello lo sapevo), ho almeno un cugggino, sono stata in un cimitero di notte alla gita del liceo e giocato a Crash Bandicoot A CAPODANNO insieme ad altre persone (vi rendete conto? era capodanno, e poi siamo nel 2011! ), per non parlare di quella volta che decidemmo di fare l’AUTOSTOP, insomma ho un’infinità di storie da bar cazzonissime da poter raccontare agli amici per fingere di essere figa ma… Io non ho giocato a OGame nell’estate del 2005.
E’ un esperienza che mi manca nella vita.
Le mie uniche esperienze al riguardo coinvolgono un fidanzatino che avevo all’epoca che per uscire con me sacrificava la possibilità di lanciare i suoi attacchi su ogame, era un grande atto d’amore e me ne rendevo conto, in compenso mi parlava di ogame per l’intero pomeriggio. Insomma, back to the past, nuovamente.

In sintesi, OGAME è un’attività alla quale potete dedicarvi se:

– Avete voglia di sprecare tempo della vostra vita annoiandovi
– Avete deciso di farla finita
– Volete riprovare l’ebbrezza della gioventù con un gioco di 9 anni fa, facendovi del male
– Ambite a farvi lasciare dalla vostra ragazza
– Tutte le cose di cui sopra messe insieme

“Sai, ho preso a giocare ad OGame.”
“Ok, sei proprio a pezzi allora.”
Sto benissimo, voglio solo studiare questi fenomeni sociali.

7 Sins

Nuovo ed emozionante: questa volta faccio finta di recensirvi un videogame.
Ho passato qualche estate della mia vita, più o meno quando frequentavo le medie, a confrontarmi con Crash Bandicoot, Spyro The Dragon o altri giochi dello stesso calibro, per poi – a parte una breve parentesi nel 2003 di pericolosissima dipendenza da Diablo II – abbandonare totalmente il mondo dei videogames e piuttosto distruggermi nei momenti di svogliatezza con un semplice solitario o qualcosa di simile (sì, quei maledetti giochi di Windows XP che vorrei tanto disinstallare). Seppur guardando con curiosità le nuove console o i titoli più importanti in commercio (Final Fantasy :Q_), al momento di dover giocare a qualcosa, mi ritrovo sempre con in mano della roba veramente di basso livello.
Qualche mese fa ho avuto modo (grazie al mio ragazzo che mi procura oscenità di un trash spaventoso) di giocare a 7 Sins, titolo del 2005, una specie di The Sims 2 dove però sono presenti solamente le interazioni più interessanti (sì, quelle interazioni che spingono gli over 13 a giocare con un videogame per mocciosi). Insomma, si tratta di un gioco-nongioco per voyeurs, dove il fine di tutto è guardare e soltanto guardare. Si guida un nostro ipotetico alter ego nella scalata verso il successo nella spietata città di Apple City, attraverso sette missioni. La prima è ambientata nei grandi magazzini: lo scopo è sedurre le clienti, intuire le loro preferenze e la loro personalità, per instaurare con loro un rapporto sempre più confidenziale, al fine di poter loro vendere quanti più vestiti e gioielli possibili. Ovviamente, è concesso di scoparsele nei camerini. Se tutto ciò sembra già privo di morale, si aspetti di vedere la seconda missione: in una discoteca, bisogna rimorchiare tipe da portare a casa propria dove poter girare dei filmati (ovviamente hard) da trasmettere in un reality. Raggiunto un numero sufficiente di punti (portando a casa vip o per cambiare anche uomini), si giunge in un club privè dove le situazioni sono ancora più erotiche. Sarà necessario sedurre vips appassionati di sesso tantrico, masochisti e altri personaggi del genere, al fine di farsi rivelare la loro identità e dunque ricattarli. Di missione in missione, dalla palestra al ristorante, il gioco funziona sempre allo stesso modo: bisogna portare a letto quante più ragazze è possibile. Piuttosto ripetitivo, 7 Sins si lascia giocare facilmente, ed è sempre finalizzato a ricreare situazioni interessanti per il giocatore. Il gioco principale è intervallato da numerosi mini giochi utili per recuperare punti energia et similia. Questi giochi sono del tipo: "uccidi quante più mosche possibili con il tuo piscio", "bevi birra fino a collassare", "guarda nella scollatura della persona con la quale stai parlando", "trova il punto G", "borseggia"… Ovviamente c’è un minigioco per ogni scopata.
Insomma, se desiderate qualcosa di squallido ma ben confezionato, 7 Sins, a metà tra la strepitosa figata e l’aberrazione del tutto, fa al caso vostro. Io non lo consiglio a nessuno, ma volevo rendervi partecipi dell’esistenza di robe simili. °°
(Penso che la categoria Videogames rimarrà a lungo l’unica con un solo intervento, dopo questa stupenda esperienza ai confini del porno)