Quando studiavo Kant.

A parte il buongiorno che si vede dal mattino con un il computer fisso che non s’avvia (errori di compatibilità con il monitor, evidentemente i driver che avevo messo pensando di far meglio non gli sono piaciuti), il mio ragazzo lasciandomi a casa il suo fisheye mi ha sollevato un problema che volevo ignorare da tempo: non so davvero dove appoggiare le cose, se non a cataste per terra. Ma non mi sembrava neanche il caso di appoggiare il suo fisheye a terra, né i miei oggetti più amati a terra (portatile, Ipad, lettore cd, macchina fotografica) nel tentativo di interagire con il monitor spostandoli da scrivania ad un altro luogo che non esiste, così forzatamente ho deciso di eliminare un po’ di libri e dvd dalla libreria per fare spazio a oggetti più importanti che effettivamente non trovano posto.

Così ho deciso di mandare a fanculo un po’ di libri e di manga già letti o in fondo mai letti, o recuperati da non si sa dove, ma poiché voglio loro bene ho deciso di tenerne traccia qui.

Ovviamente non ho tempo e spazio di trascrivere tutti i titoli delle cose che sto portando via meritano una citazione.

Kant

TU TE NE VAI A FANCULO. TU.
Anche se ti citano i Baustelle e Maria Antonietta costretta allo studio quando in realtà aveva voglia di scopare.

Spoon River

E ANCHE TU. BASTA CON DE ANDRE’ E QUESTE COSE DEPRIMENTI E I CIMITERI E I SUOI FAN CHE SONO MORTI DAVVERO.

036
MA COME HO POTUTO COMPRARE POCAHONTAS? E provare a leggerlo pure. Ok, costava un euro ma. E’ pur vero che era l’anno di Avatar…

Poi…

Bakunin, biografia. Non ho più 14 anni e le borchie al collo. Il libro di riferimento della mia giovinezza.

Ossi di seppia, Montale. Elegante. Troppo.

Uno, nessuno e centomila. Bellissimo ma dopo 15 anni ha rotto il cazzo.

Il muro – Jean Paul Sartre. Non posso rimanere attaccata sempre agli stessi depressi di merda.

Niccolò Macchiavelli – Il Principe. Ma chi l’ha mai letto. Odio gli utilitaristi.

I racconti di Moravia. Basta Moravia.

Rimbaud - Il battello ebbro

Ho sempre amato Rimbaud ma quest’edizione è indecente solo a vederla.

Per quanto riguarda i manga da portar via:

Love me knight. No, mi sento in colpa. E’ bellissimo ç_ç Lo lancio in uno spazio tra I”s e Video Girl Ai e lo tengo vicino al mio cuore.

Mancano dei volumi solo perché erano da un'altra parte e mi scocciavo di rifare la foto.

Mancano dei volumi solo perché erano da un’altra parte e mi scocciavo di rifare la foto. In effetti non è neanche a fuoco.

Fushigi Yuugi. Non mi è mai piaciuto eppure non è mai stato neanche sufficientemente brutto da farmi prendere una posizione chiara nei suoi confronti. La verità è che odio il fantasy, ma ha dei bellissimi disegni e dei bei personaggi. E ho iniziato a comprarlo solo perché lo leggevano le mie amiche. E l’ho finito solo perché ero in un periodo in cui completavo tutte le serie che avevo. Ma non so se lo leggerò mai.

Rossana. Bellissimo. Dico davvero. Solo che è così bello che non l’ho mai letto perché aspettavo il momento perfetto.

Temi d’amore. Comprato all’ultima fiera in blocco. Per poi scoprire che manca un numero. Dopo anni, perché tanto non l’ho mai letto.

Nui! Molto carino, davvero. Recensito tempo fa.

Koudelka. 3 volumi, comprati nel 2003. Una miniserie che non è mai interessata a nessuno oltre a me. (Forse neanche a me…)

Lei, l’arma finale. Anche questo completato solo per non averlo a metà. Al numero 5 decisi che non mi piaceva, anzi, mi angosciava, per l’ingenuità dei personaggi. In realtà è molto bello, ma non ho mai finito di leggerlo.

Con questo la smetto perché mi rendo conto che sarebbe effettivamente una lista infinita e continuo un altro giorno. Nel frattempo ho fatto sufficiente spazio per appoggiare le cose importanti da qualche parte in modo che non ci crescano su piantine di basilico e siano al riparo da unghiette feline.

E poi ci sono i nati nell’87.

I nati nell’89 hanno reflex digitali e mettono su Flickr belle foto in bianco e nero. I nati nel ’69 fanno i camerieri al centro e scrivono racconti, ne hanno pubblicati due.

Le velleità ti aiutano a dormire quando i soldi sono troppi o troppo pochi e non sei davvero ricco, né povero davvero, nel posto letto che non paghi per intero.

I nati nel ’79 suonano in almeno due o tre gruppi e fanno musica datata. I nati nel ’59 tengono corsi di teatro e quando va bene si rimorchiano le allieve.

Le velleità ti aiutano a scopare quando i soldi sono troppi o troppo pochi e non sei davvero ricco, né povero davvero, nel posto letto che non paghi per intero.

I critici musicali ora hanno il blog. Gli artisti in circolo al Circolo degli Artisti. I falsi nerd con gli occhiali da nerd. I radical chic senza radical. Nichilisti col cocktail in mano che sognano di essere famosi come Vasco Brondi, che appoggiato sul muro parla con la ragazza di qualcuno. Anoressiche alla moda, anoressiche fuori moda, bulimiche si occupano di moda. Mentre aspiranti DJ aspirano coca aspiranti attrici sospirano languide con gli autori tv, gli stagisti alla Fox, i registi di clip. I falliti, i delusi, i depressi, i frustrati. Gli emo riciclati.
I gruppi hipster, indie, hardcore, punk, electro-pop. I Cani.
I gruppi hipster, indie, hardcore, punk, electro-pop. I Cani.
I gruppi hipster, indie, hardcore.

Le velleità ti aiutano a scopare quando i soldi sono troppi o troppo pochi e non sei davvero ricco, né povero davvero, nel posto letto che non paghi per intero.

Le velleità ti aiutano a campare quando mancano sei giorni all’analista ed è tutto così facile, o così difficile, nell’altro divanetto che non paghi per intero.

(I Cani, Velleità)

Capire Spotify e Settembre

Diciamo che stamattina stavo ascoltando musica su Spotify e la pubblicità mi suggeriva di pubblicare brani e playlist sulla mia pagina. Quindi pubblico questa playlist perché voglio provare. Questa playlist l’avevo intitolata “Capire settembre” ed era privata perché in fondo non mi piace condividere playlist. In fondo non mi piace condividere niente. Non si direbbe, vero? Ovviamente la playlist era relativa al mese di settembre, e adesso siamo ad ottobre. Anzi, quasi novembre.

Vorrei sottolineare che non mi piace Dente. Ma per una volta ci stava.

Se l’esperimento mi soddisfa credo che pubblicherò qualche playlist qui, anche se di playlist e consigli di musica ne è già pieno il mondo…

Inferno Blu

Inferno Blu Manga

Se Inferno Blu ha destato la mia attenzione tra le tante nuove uscite che adornano i ripiani centrali delle fumetterie, è per i seguenti motivi:

1) Innanzitutto l’editore ha presentato Inferno Blu come uno shoujo non convenzionale, dalle tinte cupe e dalla forte presenza di scene di sesso, che in effetti, a lettura conclusa, posso dire che sono piuttosto numerose.

2) L’ambientazione: il triangolo Mana-Akihiro-Kakeru si sviluppa su di un’isola. Qui i tre ragazzi abitano in modo apparentemente tranquillo, la vita scorre lenta com’è tipico delle località di mare. Questo scenario caldo e rassicurante non è sufficiente a contenere malumori e passioni. E’ lo stesso scenario in cui si sviluppa il triangolo un po’ meno cupo di Marine Blue, opera prima di Ai Yazawa edita di recente anch’essa da Panini Comics.

3) Il triangolo è da sempre un’ottima soluzione per costruire una storia che appassioni anche senza avere nessuna idea di partenza. Ma in questo caso due vertici del triangolo, Mana e Kakeru, sono fratello e sorella, e vivono sotto lo stesso tetto da quando Mana è stata adottata dalla famiglia di Kakeru. I due, quindi, non hanno tra loro un vero legame di sangue. Osservare le sorti di un rapporto incestuoso è un’idea che intriga molti, e anche se non si tratta proprio di un’idea nuova (uno shoujo su tutti Marmalade Boy, ma potremmo citare anche Angel Sanctuary), in questo caso aggiunge “peccato” al manga che di per sé è già abbastanza esplicito.

4) Il fatto che fosse composto solo da 3 volumi mi ha sicuramente spinto di più ad interessarmi ad Inferno Blu.

L’autrice è Chika Shiina, l’edizione è abbastanza valida e il fumetto si rivela più maturo della media degli shoujo in circolazione. E’ sicuramente destinato ad un pubblico adulto sia per le scene più o meno esplicite che per la storia, la quale non risulta leggera di contenuti ma è comunque narrata in modo semplice e scorrevole. Insomma, di facile lettura. Sicuramente non è un manga da consigliare a chi è in cerca di spensieratezza: non solo le ripetute violenze sessuali subite da Mana rabbuiano la storia, ma anche il suo passato in cui rimane orfana a causa di un incidente stradale. Se inizialmente Inferno Blu può risultare interessante nella speranza di seguire l’evoluzione di un triangolo tra scene di sesso più o meno gratuite, con il procedere della storia il lettore si rende conto che in Inferno Blu a farla da padrone non sono né il sesso né i sentimenti di un classico triangolo shoujo ma la tristezza che Mana porta dentro a causa dell’amaro legame che la lega al fratello Kakeru.

In conclusione Inferno Blu è relativamente valido, ma non spicca tra gli altri shoujo come credevo avrebbe potuto, e alla fine della lettura non lascia particolari emozioni ma solo la consapevolezza di essere stati messi di fronte ad una storia gratuitamente triste narrata con la leggerezza di uno shoujo manga medio.

Per chi cerca uno shoujo diverso, breve e intenso, Inferno Blu è una buona lettura, che forse non gli cambierà la vita, ma che ha comunque diversi aspetti interessanti che ne giustificano l’acquisto.

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