Il colore dei soldi

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E allora penso che ho forse passato il sabato sera più alternativo dell’anno. Scendo a piedi dopo le 8 e non so dove sto andando. Se al bar, a prendere una pizza da mangiare su un marciapiede in un cartone come facevamo almeno 10 anni fa mentre aspettavamo il treno, oppure all’edicola o al supermercato e dopo tornare a casa e cucinare qualcosa. A comprare le sigarette, che non fumo. Non so se troverò qualcosa aperto, ma è ancora giorno, non è ancora finito il tramonto. Penso: quanto è bella la città ad agosto, quanto è bella la città vuota. E mano mano che cammino fa sempre più caldo, più ci si avvicina alla città vuota più il vuoto si riempie di caldo. Penso a così tante canzoni, ai Diaframma, agli Equipe 84, Mina.
[...]
Torno a casa e trovo Il colore dei soldi di Scorsese in tv. Con Tom Cruise e Paul Newman. Mi chiedi perché non sono uscita. Perché non sono uscita? Cazzo, questo è il mio più bel sabato sera dell’ultimo anno.
La strada dai balconi aperti non fa rumore, la città ad agosto, tiepida alla sera, fredda nei suoi abitanti che non sono qui, finalmente così amabile e vuota. Avrei solo voluto vedere le lucciole, o le stelle cadenti.
Il colore dei soldi è un film bellissimo.

Sembra che facciano delle feste bellissime in Wisconsin

locandina
Uno strano connubio, Disney-Lynch per questo film del 1999 delicato ed insolito. Alvin Straight, 73 anni, decide di andare dal fratello Lyle a bordo di un tagliaerba, per un tragitto di 386 km che percorrerà in svariate settimane (6), dall’Iowa al Wisconsin.

Il film è del 1999, musiche di Angelo Badalamenti, ottima regia, inquadrature, storia (vera, come da traduzione italiana del titolo: Una storia vera). The Straight Story scorre piacevole senza incepparsi mai (al contrario del tagliaerba, che ogni tanto darà dei problemi), a testimonianza del fatto di come Lynch sia un regista assolutamente completo da non relegare ai soli intricatissimi film come Mulholland Drive o Inland Empire, ma capace di regalare la sua impronta unica anche a film fruibili alla famiglia, come questo.

Straight Story è un resoconto di un viaggio costellato di incontri e di episodi che fanno crescere senza mai scadere nello stucchevole (al quale sono particolarmente allergica), una storia vera che ha del surreale e che perciò risulta piuttosto adatta alla regia di Lynch.

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“Quando i miei figli erano piccoli, facevo un gioco con loro. Gli davo un rametto ciascuno e dicevo loro di spezzarlo. Non era certo un impresa difficile. Poi gli davo un mazzetto e dicevo di provare con quello. Ovviamente non ci riuscivano. Quel mazzetto – gli dicevo – Quello è la famiglia.” (Alvin)

Blue Monday

Tell me how does it feel
When your heart grows cold
(grows cold, grows cold, grows cold)

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How does it feel
To treat me like you do
When you’ve laid your hands upon me
And told me who you are

I thought I was mistaken
I thought I heard your words
Tell me how do I feel
Tell me now how do I feel

Those who came before me
Lived through their vocations
From the past until completion
They will turn away no more

And I still find it so hard
To say what I need to say
But I’m quite sure that you’ll tell me
Just how I should feel today

I see a ship in the harbor
I can and shall obey
But if it wasn’t for your misfortunes
I’d be a heavenly person today

And I thought I was mistaken
And I thought I heard you speak
Tell me how do I feel
Tell me now how should I feel

Now I stand here waiting

I thought I told you to leave me
While I walked down to the beach
Tell me how does it feel
When your heart grows cold
(grows cold, grows cold, grows cold)