Manga misteriosi che non leggerebbe mai nessuno

Titolo fittizio perché se sono editi, sicuramente qualcuno li leggerà. Più che altro ciò che sarebbe lecito chiedersi è: perché scegliere questi titoli anziché altri fra migliaia di shoujo in circolazione? Letto uno, letti tutti, si sa. La risposta a questo quesito non è fornita, in quanto i seguenti titoli li ho ricevuti in regalo. Li recensisco per non dimenticarmi di averli letti.

Orange Kiss

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Si tratta di un volume unico, edito da Flashbook e risalente al 2003. In quel periodo Flashbook pubblicava titoli ricercati e al Lucca Comics presi “Cuori Colpiti”, un manga che mi riporta alla mente una fiera piovosa di tredici anni fa. Cuori Colpiti è infatti pubblicizzato nelle ultime pagine di Orange Kiss. Si tratta di una casa editrice che ho sempre trovato degna di una certa stima. Questo volume ha sovraccopertina, una bellissima carta, e per essere quello che è, non è male. Ma… cos’è?
E’ il solito manga a più episodi, delicati e ingenui, che parlano di amore adolescenziale. Insomma è uno di quei volumi che ogni ragazza che legge manga da un po’ di anni, ne ha letti almeno altri 70 tutti uguali. Resta che questo volume unico è molto gradevole e varrebbe la pena di preferirlo ad altri, ma è difficile che accada vista la sua scarsa diffusione.

Gli episodi al suo interno:

Orange Kiss: dà il titolo al volume. Storia: Aki sogna di baciare il suo compagno di classe Shimizu al tramonto. Al risveglio risulta turbata, perché i due si sono sempre volontariamente ignorati, senza conoscere il motivo di quest’antipatia reciproca. Sono i capelli arancio di Shimizu a dare il titolo alla storia; nel giro di poche pagine i due si metteranno insieme, rendendo realtà il sogno di Aki.

Parole di felicità: secondo episodio. Saiko è una modella ed è più alta della maggior parte delle sue coetanee, attirando molte invidie. Un giorno, per sviare le avances di un compagno di scuola che non le piaceva, dice di essere attratta da Hajime, un ragazzo che conosce solo di vista e che suona il violoncello nell’orchestra della scuola. Dopo essersi presentati, fra i due nasce una bella amicizia. Hajime insegna a Saiko un rito che lui svolge con i suoi compagni dell’orchestra prima di ogni esibizione, in modo da scaricare la tensione: consiste nell’elencare ciò che li rende felici. Prima di un provino importante che la renderà una modella ufficiale per una rivista, Saiko farà lo stesso: la parola che dirà è proprio “Hajime”, riconoscendo che è Hajime che la rende felice. Hajime è la sua parola di felicità.
Mi sono annoiata a morte a raccontarlo, ditemi se a voi è venuta voglia di leggerlo. Io penso proprio di no, roba da sputarci su.

L’ultimo treno: una corsa nel cielo notturno. Un ragazzo e una ragazza si conoscono alla fermata del treno. I due frequentano scuole differenti, il liceo di lui <nomeacaso> è più prestigioso e frequentato da ragazzi che andranno all’università, mentre quello di Sae non è così buono. Sae si sente sciocca e stupida in confronto al tipo che ha rimorchiato alla fermata del treno. Quando lei gli chiede, dopo poco tempo, se vogliono mettersi insieme, lui accetta, ma le insicurezze di Sae restano, alimentate anche dalle amiche di Sae che le mettono in testa che presto si lasceranno. In effetti lui parla poco ed è sfuggente, così un giorno Sae si presenta all’uscita del doposcuola per stare con lui. Come spesso capita, lui cerca di evitarla. La ragazza, ostinata, lo segue sul treno, pur non sapendo quale sia la destinazione del ragazzo. In questo viaggio i due, che erano già fidanzati, finalmente si conosceranno meglio, e Sae scoprirà che lui era turbato a causa di alcuni problemi familiari e dell’esistenza di una sorella che neanche sapeva di avere.

Verso Orange Kiss, poco prima di Orange Kiss: ultimo episodio. Alcune pagine che mostrano la storia di Orange Kiss (il primo episodio del volume) attraverso gli occhi del protagonista maschile. Onestamente queste pagine non sanno di niente, sono troppo poche e messe alla fine del volume perdono di senso.

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Dillo alla luna

Anche questo si tratta di un volume unico edito da Flashbook Edizioni nel 2003. Stesso discorso fatto per Orange Kiss: ogni ragazza che legge manga è abituata a questo genere di storie.

Dillo alla luna è comunque un bel volume con una storia piacevole da leggere e non fatta male, come tanti altri manga che si trovano sui banconi delle fumetterie, ma tra gli ultimi volumi ho preferito Orange Kiss.

I disegni dell’autrice di Dillo alla luna sono un po’ acerbi e la storia segue il destino di tre amici d’infanzia ai quali si è aggiunta una nuova ragazza. E’ difficile appassionarsi a questa storia proprio a causa di questa protagonista femminile che è la classica ragazza che “attende” un amore non ricambiato, stereotipo che non amo. Neanche gli altri personaggi sono un granché: una che fa l’amante di un uomo già impegnato e più grande; un potenziale playboy e un cretino che non capisce niente.
Bel finale buonista con tutti che si sposano.

Consigliato a chi ama le storie tristi.

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Ragione e sentimento

Si tratta di Ragione e sentimento di Jane Austen versione manga. Quando l’ho visto, in dono insieme a Dillo alla luna e Orange Kiss, sono rimasta un po’ così, anche perché i disegni lasciano piuttosto a desiderare.
Dopo diversi mesi l’ho però rivisto in fumetteria, e dimenticando di possederlo, ne sono rimasta attratta.

Mi piace molto Jane Austen e ho letto molti suoi libri, è quello il problema.

Il manga è di categoria josei, un tipo di manga romantici per donne adulte. Per riuscire a condensare Ragione e sentimento in un solo volume gli eventi accadono molto in fretta e non è esattamente il massimo, ma i fan di Jane Austen una cosa del genere se la procurano lo stesso. Esiste anche un altro Ragione e sentimento versione manga, ma non ricalca il libro. It’s the only one.

Godetevelo, se ne avete il coraggio.

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REX

Volume unico delle CLAMP comprato per 1 euro a un mercatino dei libri nel chiostro di un convento. Sono sempre stata attratta dalle CLAMP le quali purtroppo mi hanno praticamente quasi sempre deluso (fatta eccezione per Chobits). A legarmi alle CLAMP è ovviamente il ricordo degli anni ’90 e di serie che seguivo alle elementari, come Rayearth, ma esse, nonostante i disegni vistosi (dico vistosi, non necessariamente di livello) purtroppo producono quasi sempre storie senza spessore, pur partendo da trame estremamente elaborate. Tutto sommato credo che continuerò a comprare volumi delle CLAMP e Rex probabilmente è uno dei migliori loro che abbia letto perché almeno è un po’ più originale e mette allegria, con questa storia incentrata su di un piccolo dinosauro.

Va bene se avete tipo 6 anni.

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Sarà perché mi piaci

Dall’autrice di Piccoli Problemi di Cuore (Wataru Yoshizumi), miniserie in due volumi.

Dopo i precedenti manga elencati, mi è sembrata un capolavoro.
Pubblicata da Planet Manga nel 2005, adesso non è più facilmente reperibile in fumetteria, ma ho acquistato entrambi i volumi per 4€ su Ebay, dopo aver trovato solo il volume 1 nel convento di cui vi dicevo sopra.

La storia è interessantissima. La protagonista è innamorata di un ragazzo che è capace di legarsi solo a ragazze già fidanzate, e lei non lo è, anche se in un momento trae in inganno tutti mostrandosi in compagnia del fratello, che viene scambiato per il suo fidanzato.

Sarà perché mi piaci riesce a coinvolgere (cosa che non fanno altri shoujo) ed è molto dolce, inoltre, i due si conoscono in biblioteca scambiandosi un libro sui Preraffaelliti, quindi i due teoricamente sono anche raffinati, forse, e offrono al lettore la possibilità di acculturarsi..

Ok, non aspettatevi troppo.

Inizio a capire meglio, però, perché Wataru Yoshizumi sia considerata una principessa degli shoujo manga: in confronto alle sue concorrenti, almeno è in grado di coinvolgere.

Credo mi procurerò altri suoi manga prossimamente. Non l’ho mai amata molto, anzi, la disprezzavo leggermente, ma oltre a questo possiedo Piccoli problemi di cuore (di cui non mi disferei mai per motivi affettivi) e la one shot Cappuccino.

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The Valkyrie’s Vigil (1906) di Edward Robert Hughes

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Shoujo e dintorni

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Sakamichi no Apollon – Kids on the Slope

Vorrei parlarvi di questo anime prima che finisca nel dimenticatoio per sempre.
Sakamichi no apollon – Kids On The Slope è una serie di 12 episodi, leggera, ambientata nel Giappone degli anni ’60, che potrà far felici i cultori del jazz. Ciò che non ho apprezzato, nonostante il tentativo di dare alla storia particolare profondità, è la banalità della trama e i risvolti implicitamente gay che nel finale mettono al primo posto l’amicizia uomo-uomo in senso romantico. Come in molti sappiamo, nei manga e negli anime si ama spessissimo giocare su queste cose in modo più o meno nascosto e in Sakamichi no Apollon a mio parere se ne ritrova un classico esempio.

Gradevole la OST, ed in particolare la versione di My favourite things.

La serie, del 2012, è tratta dall’omonimo manga del 2007 in 10 volumi edito da Panini Comics. Il tutto è sconsigliato a meno che non siate gay o filogay.

My Favourite Things – Sakamichi no Apollon

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Shigatsu wa kimi no uso – La tua menzogna nel mese di Aprile

Un altro anime dedicato agli amanti della musica. La serie ruota intorno alla musica classica. In realtà, chi studia musica per davvero non apprezzerà questa serie a causa della superficialità di cui è intrisa, sia per quanto riguarda le questioni tecniche che per quanto riguarda la storia. La trama è incentrata su di un protagonista represso e obbligato fin da piccolo a suonare il piano da una madre severa, solito cliché di quando si parla di danza o di pianoforte. La protagonista femminile vale la serie, che risulta relativamente coinvolgente e che troverei comunque nel complesso adatta a ragazze under 15. La cosa veramente bella è il titolo, che tradotto vuol dire “La tua menzogna nel mese di aprile”. E’ costituita da 22 episodi tratti dal’omonimo manga di 11 volumi ancora inedito in Italia. Non lo consiglio, tant’è che nemmeno io ho retto fino alla fine della serie.

Fushigi Yuugi – Il gioco misterioso – Serie OAV

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Questo invece non è affatto un prodotto nuovo, ma del 1996, si tratta di alcuni OAV che si collocano dopo la prima serie tv di Fushigi Yugi (di 52 episodi)
Quando mi approcciai ai manga, ero ansiosa di comprare altri manga oltre a quei 2-3 che già leggevo (Inuyasha, Ranma e qualche serie breve) e alcune ragazze mi consigliarono Fushigi Yuugi. Fin da subito il manga mi colpì per i bei disegni e per l’innumerevole quantità di uomini che si contendevano solo un paio di ragazze, tant’è che su Animeclick è classificato come un reverse harem. Fushigi Yuugi è uno di quegli shoujo squisitamente destinati ad un pubblico solo femminile, fatto di ragazze indecise fra molti cavalieri tutti equivalentemente belli e devoti a loro. Mi annoiò presto al punto da abbandonarlo, e completai il manga solo molti anni dopo, riconoscendo a Fushigi Yuugi di essere comunque un’opera lunga e complessa, superiore a molti altri shoujo in circolazione sia per la storia che per i disegni e che sicuramente, trasformato in anime, non sarebbe stato poi così diverso da altri anime che avevo amato da bambina. Mi ricordava per certi versi le storie fantasy delle Clamp, come Rayearth, o altri loro manga. Tutto perfetto, disegni, storia, intreccio, eppure, nessun coinvolgimento: Fushigi Yuugi è piatto.
Ritrovando oggi su VVVVD questi OAV di Fushigi Yuugi, li vedo con piacere, eppure non ne consiglio a nessuno la visione senza aver letto il manga o visto i 52 episodi precedenti visto che si collocano a valle di tutti gli eventi.
La nota positiva è il fascino anni ’90 della serie, adatta ai nostalgici, a chi è alla ricerca di qualcosa di leggero, vintage ma non troppo. Sconsigliato.
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Toradora!

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Premetto: non è il mio genere. Eppure, merita attenzione e la notorietà che ha. I personaggi sono originali, ben caratterizzati, e la storia, pur rimescolando le solite carte (non c’è nessun elemento fantastico all’interno, è un semplice shoujo/shounen scolastico), si differenzia da quella degli altri anime del suo genere. 2008, 26 episodi.
Davvero consigliato. Ryuuji e Taiga sono fantastici.

L’adolescenza agrodolce di Citrus

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Citrus è un manga in 2 volumi edito da Flashbook nel 2010. Flashbook è una casa editrice che solitamente seleziona prodotti di un “certo livello” e che per questo ho sempre apprezzato particolarmente.

Ad una prima occhiata potrebbe sembrare uno shoujo ad ambientazione scolastica, in realtà, episodio dopo episodio, vengono analizzati gli aspetti di vari personaggi con un occhio che va oltre quello che potrebbe essere il classico intreccio sentimentale.
I personaggi risiedono nel piccolo paesino di Kinoto, racchiuso tra le montagne e lontano chilometri e chilometri dalle grandi città.

Shiho è una studentessa delle medie che ha iniziato a suonare il piano da pochi anni, al club di musica. In un piccolo paese come Kinoto e in una piccola scuola come quella che frequenta, Shiho è l’unica a saper suonare il piano. Si trasferisce nella scuola Nanami, una ragazza proveniente da Tokyo, che pur non amando il piano, lo sa suonare molto meglio, avendo preso lezioni da piccolissima. Nanami non riesce a integrarsi tra i suoi coetanei e sembra odiare il piccolo paese di Kinoto al quale dà la colpa per come è cambiata all’improvviso la sua vita, i genitori di Nanami hanno divorziato e Nanami ha dovuto abbandonare la carriera di modella che aveva appena intrapreso a Tokyo, trovandosi costretta a seguire sua madre a Kinoto. Altri personaggi compaiono, uno alla volta, in Citrus.
L’autrice, Ayuko, analizza com’è essere adolescenti in un piccolo paese come Kinoto. Vivere in una grande città, però, non mette al riparo dalle insicurezze. Essere di “provincia” diminuisce le occasioni di confronto con il resto del mondo,  Shiho si ritroverà ad essere l’unica ad amare profondamente Kinoto e a non iscriversi ad un liceo molto distante.

Questo manga mi è stato regalato e si è rivelato un’ottima scelta. Di soli due volumi, in alcuni punti la storia scorre molto veloce, ma risulta, nel complesso, un bel prodotto, certamente superiore alla media. Risulta, quindi, un acquisto di cui non pentirsi per chiunque stia cercando uno shoujo, anche se, metto in guardia, è davvero triste e in alcuni punti può arrivare a disturbare a causa del comportamento dei personaggi, che spesso fanno errori guidati dalle loro insicurezze.
Bellissima edizione ed in particolare molto dolce la copertina del primo volume, in cui appare Shiho.

Consigliato.

Inferno Blu

Inferno Blu Manga

Se Inferno Blu ha destato la mia attenzione tra le tante nuove uscite che adornano i ripiani centrali delle fumetterie, è per i seguenti motivi:

1) Innanzitutto l’editore ha presentato Inferno Blu come uno shoujo non convenzionale, dalle tinte cupe e dalla forte presenza di scene di sesso, che in effetti, a lettura conclusa, posso dire che sono piuttosto numerose.

2) L’ambientazione: il triangolo Mana-Akihiro-Kakeru si sviluppa su di un’isola. Qui i tre ragazzi abitano in modo apparentemente tranquillo, la vita scorre lenta com’è tipico delle località di mare. Questo scenario caldo e rassicurante non è sufficiente a contenere malumori e passioni. E’ lo stesso scenario in cui si sviluppa il triangolo un po’ meno cupo di Marine Blue, opera prima di Ai Yazawa edita di recente anch’essa da Panini Comics.

3) Il triangolo è da sempre un’ottima soluzione per costruire una storia che appassioni anche senza avere nessuna idea di partenza. Ma in questo caso due vertici del triangolo, Mana e Kakeru, sono fratello e sorella, e vivono sotto lo stesso tetto da quando Mana è stata adottata dalla famiglia di Kakeru. I due, quindi, non hanno tra loro un vero legame di sangue. Osservare le sorti di un rapporto incestuoso è un’idea che intriga molti, e anche se non si tratta proprio di un’idea nuova (uno shoujo su tutti Marmalade Boy, ma potremmo citare anche Angel Sanctuary), in questo caso aggiunge “peccato” al manga che di per sé è già abbastanza esplicito.

4) Il fatto che fosse composto solo da 3 volumi mi ha sicuramente spinto di più ad interessarmi ad Inferno Blu.

L’autrice è Chika Shiina, l’edizione è abbastanza valida e il fumetto si rivela più maturo della media degli shoujo in circolazione. E’ sicuramente destinato ad un pubblico adulto sia per le scene più o meno esplicite che per la storia, la quale non risulta leggera di contenuti ma è comunque narrata in modo semplice e scorrevole. Insomma, di facile lettura. Sicuramente non è un manga da consigliare a chi è in cerca di spensieratezza: non solo le ripetute violenze sessuali subite da Mana rabbuiano la storia, ma anche il suo passato in cui rimane orfana a causa di un incidente stradale. Se inizialmente Inferno Blu può risultare interessante nella speranza di seguire l’evoluzione di un triangolo tra scene di sesso più o meno gratuite, con il procedere della storia il lettore si rende conto che in Inferno Blu a farla da padrone non sono né il sesso né i sentimenti di un classico triangolo shoujo ma la tristezza che Mana porta dentro a causa dell’amaro legame che la lega al fratello Kakeru.

In conclusione Inferno Blu è relativamente valido, ma non spicca tra gli altri shoujo come credevo avrebbe potuto, e alla fine della lettura non lascia particolari emozioni ma solo la consapevolezza di essere stati messi di fronte ad una storia gratuitamente triste narrata con la leggerezza di uno shoujo manga medio.

Per chi cerca uno shoujo diverso, breve e intenso, Inferno Blu è una buona lettura, che forse non gli cambierà la vita, ma che ha comunque diversi aspetti interessanti che ne giustificano l’acquisto.

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Manga di inizio estate

Dedico questo articolo alle serie che sto prendendo, quasi tutte rigorosamente brevi e a tema estivo.

Nota: non so perché ho scritto un articolo con un tono così irritante, ma ogni tanto ci sta bene, piuttosto che il silenzio stampa. In ogni caso non si tratta di letture impegnate quelle che seguono, ma a volte continuo a comprare shoujo in edicola per abitudine o per collezione.

La prima serie è Marine Blue – Accarezzati dal vento marino, opera giovanile di Ai Yazawa, di soli 4 numeri, che giungerà alla conclusione proprio in questi primi giorni di giugno.
Edita da Panini Comics, si tratta di una serie gradevole che non può mancare nella collezione di qualsiasi appassionata di Ai Yazawa.

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Inferno Blu, 3 volumi, il numero 2 è di giugno. Molto simile a Marine Blue nell’ambientazione e nel triangolo, si tratta di uno shoujo vagamente più profondo/intenso della media e con contenuti sessuali piuttosto espliciti. Molto piacevole e non mi pento dell’acquisto (anzi, in realtà è stato un regalo), ne sono piuttosto soddisfatta.

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Wolf Children, 3 volumi. Sono al secondo volume. Tratto dall’omonimo film. Molto bello da avere nella propria collezione (e anche da leggere!)

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E sta giungendo alla sua conclusione anche Elfen Lied, 10 di 12. Un po’ di rammarico per tutti questi uomini in copertina e meno gnocchine, ma in fondo non vedo l’ora che finisca per poterlo leggere bene. Bustina blu petrolio.
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Serie che finalmente ho completato!

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Dato che non ho molte speranze sul fatto che Nana 22 Collection vedrà mai la luce (o meglio, non so fra quanti anni) reputo questa collezione – per il momento – conclusa.
E ne sono molto felice!

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Con il secondo numero di Sailor V ho finalmente concluso un’altra serie alla quale tenevo tanto, Pretty Guardian Sailor Moon, composta da 12 volumi + 2 volumi di storie brevi + 2 volumi dedicati a Sailor V (Sailor Venus) per un totale di 16 volumetti.

Serie decisamente “No”.

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Mi sono fidata di Arina Tanemura (possiedo Kamikaze Katou Jeanne e Full Moon, e ne sono soddisfatta) e ho preso quasi istintivamente anche Time Stranger Kyoko, opera in 3 volumi della stessa autrice. Purtroppo Time Stranger Kyoko è troppo anche per me. E’ la storia di una principessa che desidera trascorrere una vita normale e così intraprende un’avventura molto fantasy per far sì che a regnare sulla Terra non sia lei ma sua sorella. Non può mancare il triangolo amoroso. Non credo lo continuerò, odio il fantasy. :\

Ringrazio il mio ragazzo che oltre ad avermi regalato quasi tutto Elfen Lied, mi ha portato anche Inferno Blu e i numeri di Sailor V e Nana che mi mancavano, dimostrandosi un corriere eccezionale! ♥

Marine Blue, accarezzati dal vento marino

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Delicata storia d’amore estiva di Ai Yazawa (autrice di Nana, Cortili del Cuore, Ultimi raggi di luna, Non sono un angelo). Edito da Planet Manga, costo 4.50.
Si tratta di una delle prime opere della Yazawa nelle quali è assente la profondità che contraddistingue altre sue opere, come Nana. Quando ho avuto fra le mani Marine Blue, sapevo che stavo per leggere uno shoujo semplice, niente di più. Nonostante questo, Marine Blue è molto più delicato e commovente di uno shoujo medio. I personaggi di Ai Yazawa riescono a comportarsi in modi davvero sciocchi senza sembrare totalmente ridicoli. I disegni sono molto belli nonostante l’inesperienza dell’autrice (molto più belli di alcuni dei suoi manga successivi).
4 volumi, bimestrale. Da avere, molto bello.

Consigliato a:- Chi ama il mare
– Coloro che seguono Ai Yazawa
– Chi cerca uno storia romantica

Trama: Haruka rincontra sulla spiaggia Arikawa, suo amico d’infanzia, che non vedeva da 4 anni e che prima di partire per l’America le aveva regalato un cagnolino di nome Dolphin. Haruka è innamorata di Arikawa, ma anni prima si era allontanato da lui poiché piaceva ad una sua amica. Arikawa ricambia i sentimenti di Haruka, ma anche Ippei, cugino di Haruka, è innamorato di lei. A complicare le cose ci sono i sentimenti di Tomoyo, amica di Haruka, anche lei innamorata di Arikawa…

Fumetti BRUTTI

Ieri avevo voglia di leggere qualcosa di poco impegnativo e di romantico, e la prima cosa che è saltata fuori dalla mia libreria BESTA IKEA è stata:

Romeo X Juliet, miniserie in due volumi edito da JPOP nel 2010 ma risalente al 2007, anno in cui uscì l’omonimo anime di 24 episodi in quel periodo piuttosto seguito in Italia come fansub. E dato che ultimamente m’ero trovata a risfogliare le pagine di Shakespeare, cosa meglio di leggere una rivisitazione di Romeo e Giulietta come questa, ambientata nella futuristica città di Neo Verona? Cosa meglio? Tutto.
Inutile dire che fa rivoltare il fegato fin dalle prime 4 pagine. Non si capisce niente, tratto banale spazzatura, noiosissimo e allo stesso tempo disturbante. Shojo fantasy. Ho detto tutto. Non ce l’ho fatta a leggerlo, disgustoso.

Opening: http://www.youtube.com/watch?v=7Mwe-3V0bSQ&feature=related
Ending: http://www.youtube.com/watch?v=eoRDWapiBQ4&feature=fvst

Il Diavolo Custode

Dovrei smetterla di comprare fumetti orribili. Ma a volte, vedo le confezioni sbrilluccicose, i gadgets in omaggio e penso: ma perchè no, è una nuova uscita, perchè non tenersi aggiornate sugli orrori che pubblicano. Che poi si tratta di prodotti che non prende nessuno, alternative a Cioè, Pops e riviste così per bambine delle medie con almeno 5 euro nel portafogli da poter spendere in giornalini.
Il Diavolo Custode
aveva in omaggio degli stickers con i personaggi del fumetto, prezzo 4.90, ed è uscito l’anno scorso, ma fortunatamente l’ho pagato solo a metà prezzo, quindi diciamo che per 2 euro e 50 l’emozione di una recensione brutta me la potevo concedere. Soli tre volumi, Planet Manga, ma inutile dire che non comprerò gli altri due.
Ho fatto fatica anche a finire di leggere il primo volume, è quasi peggio di Hell Girl. Mentre ci sono bruttezze che come Chitose etc. si lasciano leggere, Il Diavolo Custode è proprio DISTURBANTE. La trama innervosisce il lettore, il protagonista è ODIOSO, e non solo: anche il disegno, per quanto shojosamente gradevole, contribuisce a dare i personaggi antipatia più totale.
Veniamo alla trama: la protagonista era una ragazzina piena di soldi, abituata ad avere gioielli costosi e vestiti firmati, ma finisce in disgrazia. I genitori divorziano, la ditta del padre fallisce ed è costretta a trasferirsi in una scuola pubblica dove nessuno studia. Qui conosce Akira, un ragazzo con le sembianze di una ragazza bellissima e che veste da donna (le classiche cose che solo in Giappone possono succedere).
Akira ha una sua filosofia della vita: la cosa più importante è divertirsi ogni giorno della propria vita.
Nel frattempo il padre della protagonista organizza per la figlia un incontro combinato a scopo matrimoniale: spera che la figlia si sposi con un giovanotto molto ricco e carino, in modo da sistemarsi per la vita, solo che il giovanotto incontra Akira e credendo che si tratti di una donna si infatua di lui…
No, ragazzi, è veramente troppo brutto, non compratelo nemmeno per sbaglio.
Dall’autrice di “I LOVE YOU BABY” e “TARANTARANTA“.

Zero

Una storia breve di Kaori Yuki, one shot. Ovvero volume unico. Il titolo completo, degno di vergogna, è Zero – Il Maestro dei Profumi. Pubblicato l’autunno scorso come sempre da Planet Manga, è già abbastanza raro ma in una fumetteria fornita si può ancora trovare. Raccoglie tre storie il cui protagonista è Kanade, un talentuoso creatore di profumi, insieme con la bella e violenta sua cugina Anais, francese. Come sempre, un volume noir sulla scia delle avventure del Conte Cain, per la somma di 5.50 euro nel solito formato della collana Kaori Yuki presenta.
Ho apprezzato la storia anche se personalmente non amo i profumi, mi permetto dunque di raccontarvi la trama. Ovviamente Zero, Il Maestro dei Profumi non è niente di paragonabile alla serie Angel Sanctuary (ma và), ma si tratta comunque di una storia di più che piacevole lettura e lontana anni luce da tutti gli altri shoujo manga a sfondo dark-gothic di infimo livello in circolazione negli ultimi anni. Come già accennato, abbiamo il classico protagonista fascinoso, un po’ introverso e un po’ delicato, ma che questa volta anzichè giocare con i veleni gioca con il Profumio (ve lo ricordate?). E’ capace di creare essenze per ogni occasione, anche sul momento, adatte ad ogni persona. Ha un olfatto così sviluppato da riuscire ad intuire solamente dagli odori cosa una persona possa aver fatto nell’intera giornata. Immancabile flashback sull’infanzia del protagonista: Kanade regala alla dolce cugina Anais, ricoperta da bolle da irritazione causate dal profumo, un ciondolo all’interno del quale porre del cotone imbevuto di essenza in modo da poter avere un buon odore anche senza applicare direttamente il profumo sulla pelle (ma farne a meno, no?). Anais chiede a Kanade di creare in futuro, soltanto per lei, un profumo all’essenza di giglio per il giorno in cui si sposerà. Fine flashback.
Invece al tempo della storia Kanade sembra molto più gay e incurante della cugina figacciona dagli arti lunghi e affusolati e preferisce dedicarsi al mixage di fragranze a tempo pieno. Il primo dei tre episodi del volume è incentrato sul caso di una ragazza scomparsa dopo aver acquistato un profumo realizzato da Kanade. L’intenso odore di rose porta i due protagonisti a scoprire che la ragazza era nascosta con il fidanzato in una casa abbandonata nella quale era stato occultato un cadavere tra i petali di rosa.
Il secondo episodio è il più pastoso del volume, qui Anais viene perseguitata da un fotografo che vuole fare di lei una modella per bambine stupide con la passione per il travestimento da gothic lolita. In realtà il fotografo vuole approcciarsi con Anais e basta, e ci riprova presentando a lei e Kanade la redattrice di un giornale per ragazze dark. Il giornale è interessato ad un servizio sull’essenza Felicia N.8 – Rose in Rovina , soprannonimato anche "profumo di morte", poichè legato a dei misteriosi incidenti mai provati secondo i quali chi lo indossava giungeva dopo poco alla morte. Tale profumo fu creato proprio da Kanade, e grazie al quale egli era giunto al successo, ma  Rose in Rovina fu ritirato dalle vendite poco dopo la sua uscita per evitare scandali legati agli incidenti. Accade, dopo due anni, che una dipendente del giornale per dark acquista una boccetta di Rose in Rovina su internet e muore misteriosamente dopo averlo annusato. Così Kanade ritiene necessario raccontare ad Anais dei tempi in cui studiava come profumiere a Versailles, ed era l’unico studente giapponese oltre al suo compagno/rivale Kureishi, che seppur molto meticoloso, non era dotato di talento. Kureishi era fidanzato con una ragazza francese, Lilian, che un bel dì, rendendosi conto di stare con una persona mediocre, chiese a Kanade di diventare "il suo profumiere personale" (adesso si dice così…) e di preparare soltanto per lei un profumo all’essenza di giglio. Il nostro protagonista, che in realtà si sentiva inferiore al suo rivale Kureishi, rispose che aveva già promesso un simile profumo ad una ragazza in Giappone, scatenando così le ire di Lilian che pensò bene di andarsi a lamentare dell’accaduto con Kureishi (e ovviamente se prendi il palo da uno con cui ci provi anche se sei già fidanzata, da chi vai a lamentarti se non dal fidanzato?). Dopo poco Kanade vinse il premio per Felicia N.8 Rose in Rovina e Kureishi lo accusò di plagio, se non fosse che poco dopo sia lui che Lilian morirono avvolti dalle fiamme in un incidente d’auto, auto che poi rotolò giù da una scogliera (insomma, peggio di così…). Alla fine di questo simpatico raccontino, Anais sospetta del fotografo inutile come un pidocchio, e decide di andare a posare per lui nel suo studio, per l’occasione vestita da lolita (con tanto di orsacchiotto). Nel giro di due pagine si scopre che il colpevole dell’assassinio non era il fotografo, ma la redattrice del giornale, che era in realtà Kureishi che aveva cambiato sesso (?!), aveva spinto la vera redattice a suicidarsi per prendere il suo posto, aveva assunto lo stile dark per non dare nell’occhio il suo essere trans, aveva ucciso di sua spontanea volontà Lilian che l’aveva tradito durante l’incidente d’auto nel quale aveva ricevuto delle piacevoli ustioni di quarto grado, e adesso desiderava di vendicarsi di Kanade portandolo alla rovina e uccidendo la ragazza per la quale Kanade aveva rifiutato Lilian, tutto questo davanti ai suoi occhi. Gran finale con Anais vestita da prostituta gothic sado-masochisticamente legata al letto e pronta a morire tra i petali di rosa tra le fiamme provocate da una candela che a breve avrebbe incendiato della benzina, purtroppo giunge Kanade e si risolve tutto. L’ultimo episodio è invece incentrato su di una ragazza che odia i profumi (come me!) poichè le ricordano il giorno in cui, tra i fiori di lillà, il padre si ferì e finì in coma.
Insomma, in sostanza, come già detto, un volume unico più che piacevole e di cui non dispiacerebbe affatto il seguito (invece di Fairy Cube ne ho avuto abbastanza).

"Quello è il profumo di una magia seducente che non potrà mai nascere da alcuna miscela creata dall’uomo…"
(Al di sotto di un’immagine di Anais.)