Manga misteriosi che non leggerebbe mai nessuno

Titolo fittizio perché se sono editi, sicuramente qualcuno li leggerà. Più che altro ciò che sarebbe lecito chiedersi è: perché scegliere questi titoli anziché altri fra migliaia di shoujo in circolazione? Letto uno, letti tutti, si sa. La risposta a questo quesito non è fornita, in quanto i seguenti titoli li ho ricevuti in regalo. Li recensisco per non dimenticarmi di averli letti.

Orange Kiss

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Si tratta di un volume unico, edito da Flashbook e risalente al 2003. In quel periodo Flashbook pubblicava titoli ricercati e al Lucca Comics presi “Cuori Colpiti”, un manga che mi riporta alla mente una fiera piovosa di tredici anni fa. Cuori Colpiti è infatti pubblicizzato nelle ultime pagine di Orange Kiss. Si tratta di una casa editrice che ho sempre trovato degna di una certa stima. Questo volume ha sovraccopertina, una bellissima carta, e per essere quello che è, non è male. Ma… cos’è?
E’ il solito manga a più episodi, delicati e ingenui, che parlano di amore adolescenziale. Insomma è uno di quei volumi che ogni ragazza che legge manga da un po’ di anni, ne ha letti almeno altri 70 tutti uguali. Resta che questo volume unico è molto gradevole e varrebbe la pena di preferirlo ad altri, ma è difficile che accada vista la sua scarsa diffusione.

Gli episodi al suo interno:

Orange Kiss: dà il titolo al volume. Storia: Aki sogna di baciare il suo compagno di classe Shimizu al tramonto. Al risveglio risulta turbata, perché i due si sono sempre volontariamente ignorati, senza conoscere il motivo di quest’antipatia reciproca. Sono i capelli arancio di Shimizu a dare il titolo alla storia; nel giro di poche pagine i due si metteranno insieme, rendendo realtà il sogno di Aki.

Parole di felicità: secondo episodio. Saiko è una modella ed è più alta della maggior parte delle sue coetanee, attirando molte invidie. Un giorno, per sviare le avances di un compagno di scuola che non le piaceva, dice di essere attratta da Hajime, un ragazzo che conosce solo di vista e che suona il violoncello nell’orchestra della scuola. Dopo essersi presentati, fra i due nasce una bella amicizia. Hajime insegna a Saiko un rito che lui svolge con i suoi compagni dell’orchestra prima di ogni esibizione, in modo da scaricare la tensione: consiste nell’elencare ciò che li rende felici. Prima di un provino importante che la renderà una modella ufficiale per una rivista, Saiko farà lo stesso: la parola che dirà è proprio “Hajime”, riconoscendo che è Hajime che la rende felice. Hajime è la sua parola di felicità.
Mi sono annoiata a morte a raccontarlo, ditemi se a voi è venuta voglia di leggerlo. Io penso proprio di no, roba da sputarci su.

L’ultimo treno: una corsa nel cielo notturno. Un ragazzo e una ragazza si conoscono alla fermata del treno. I due frequentano scuole differenti, il liceo di lui <nomeacaso> è più prestigioso e frequentato da ragazzi che andranno all’università, mentre quello di Sae non è così buono. Sae si sente sciocca e stupida in confronto al tipo che ha rimorchiato alla fermata del treno. Quando lei gli chiede, dopo poco tempo, se vogliono mettersi insieme, lui accetta, ma le insicurezze di Sae restano, alimentate anche dalle amiche di Sae che le mettono in testa che presto si lasceranno. In effetti lui parla poco ed è sfuggente, così un giorno Sae si presenta all’uscita del doposcuola per stare con lui. Come spesso capita, lui cerca di evitarla. La ragazza, ostinata, lo segue sul treno, pur non sapendo quale sia la destinazione del ragazzo. In questo viaggio i due, che erano già fidanzati, finalmente si conosceranno meglio, e Sae scoprirà che lui era turbato a causa di alcuni problemi familiari e dell’esistenza di una sorella che neanche sapeva di avere.

Verso Orange Kiss, poco prima di Orange Kiss: ultimo episodio. Alcune pagine che mostrano la storia di Orange Kiss (il primo episodio del volume) attraverso gli occhi del protagonista maschile. Onestamente queste pagine non sanno di niente, sono troppo poche e messe alla fine del volume perdono di senso.

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Dillo alla luna

Anche questo si tratta di un volume unico edito da Flashbook Edizioni nel 2003. Stesso discorso fatto per Orange Kiss: ogni ragazza che legge manga è abituata a questo genere di storie.

Dillo alla luna è comunque un bel volume con una storia piacevole da leggere e non fatta male, come tanti altri manga che si trovano sui banconi delle fumetterie, ma tra gli ultimi volumi ho preferito Orange Kiss.

I disegni dell’autrice di Dillo alla luna sono un po’ acerbi e la storia segue il destino di tre amici d’infanzia ai quali si è aggiunta una nuova ragazza. E’ difficile appassionarsi a questa storia proprio a causa di questa protagonista femminile che è la classica ragazza che “attende” un amore non ricambiato, stereotipo che non amo. Neanche gli altri personaggi sono un granché: una che fa l’amante di un uomo già impegnato e più grande; un potenziale playboy e un cretino che non capisce niente.
Bel finale buonista con tutti che si sposano.

Consigliato a chi ama le storie tristi.

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Ragione e sentimento

Si tratta di Ragione e sentimento di Jane Austen versione manga. Quando l’ho visto, in dono insieme a Dillo alla luna e Orange Kiss, sono rimasta un po’ così, anche perché i disegni lasciano piuttosto a desiderare.
Dopo diversi mesi l’ho però rivisto in fumetteria, e dimenticando di possederlo, ne sono rimasta attratta.

Mi piace molto Jane Austen e ho letto molti suoi libri, è quello il problema.

Il manga è di categoria josei, un tipo di manga romantici per donne adulte. Per riuscire a condensare Ragione e sentimento in un solo volume gli eventi accadono molto in fretta e non è esattamente il massimo, ma i fan di Jane Austen una cosa del genere se la procurano lo stesso. Esiste anche un altro Ragione e sentimento versione manga, ma non ricalca il libro. It’s the only one.

Godetevelo, se ne avete il coraggio.

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REX

Volume unico delle CLAMP comprato per 1 euro a un mercatino dei libri nel chiostro di un convento. Sono sempre stata attratta dalle CLAMP le quali purtroppo mi hanno praticamente quasi sempre deluso (fatta eccezione per Chobits). A legarmi alle CLAMP è ovviamente il ricordo degli anni ’90 e di serie che seguivo alle elementari, come Rayearth, ma esse, nonostante i disegni vistosi (dico vistosi, non necessariamente di livello) purtroppo producono quasi sempre storie senza spessore, pur partendo da trame estremamente elaborate. Tutto sommato credo che continuerò a comprare volumi delle CLAMP e Rex probabilmente è uno dei migliori loro che abbia letto perché almeno è un po’ più originale e mette allegria, con questa storia incentrata su di un piccolo dinosauro.

Va bene se avete tipo 6 anni.

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Sarà perché mi piaci

Dall’autrice di Piccoli Problemi di Cuore (Wataru Yoshizumi), miniserie in due volumi.

Dopo i precedenti manga elencati, mi è sembrata un capolavoro.
Pubblicata da Planet Manga nel 2005, adesso non è più facilmente reperibile in fumetteria, ma ho acquistato entrambi i volumi per 4€ su Ebay, dopo aver trovato solo il volume 1 nel convento di cui vi dicevo sopra.

La storia è interessantissima. La protagonista è innamorata di un ragazzo che è capace di legarsi solo a ragazze già fidanzate, e lei non lo è, anche se in un momento trae in inganno tutti mostrandosi in compagnia del fratello, che viene scambiato per il suo fidanzato.

Sarà perché mi piaci riesce a coinvolgere (cosa che non fanno altri shoujo) ed è molto dolce, inoltre, i due si conoscono in biblioteca scambiandosi un libro sui Preraffaelliti, quindi i due teoricamente sono anche raffinati, forse, e offrono al lettore la possibilità di acculturarsi..

Ok, non aspettatevi troppo.

Inizio a capire meglio, però, perché Wataru Yoshizumi sia considerata una principessa degli shoujo manga: in confronto alle sue concorrenti, almeno è in grado di coinvolgere.

Credo mi procurerò altri suoi manga prossimamente. Non l’ho mai amata molto, anzi, la disprezzavo leggermente, ma oltre a questo possiedo Piccoli problemi di cuore (di cui non mi disferei mai per motivi affettivi) e la one shot Cappuccino.

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The Valkyrie’s Vigil (1906) di Edward Robert Hughes

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Volumi unici

Il cane che guarda le stelle di Takashi Murakami

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Un’edizione molto bella per un’opera di pregio. Il cane che guarda le stelle, vi avverto, è triste all’incirca quanto Una tomba per le lucciole. La qualità si paga: il prezzo da pagare, per leggere un manga che si alzi un po’ dal livello medio, appunto è proprio quello di dover sopportare una storia irrimediabilmente triste. L’ho paragonato a Una tomba per le lucciole anche se Una tomba è un capolavoro indiscusso, mentre Il cane che guarda le stelle è un’opera molto triste e basta, in ogni caso difficilmente ci si imbatte in cose così gratuitamente tristi che però riescono nel loro intento: comunicare qualcosa al lettore. Consigliato a chi è alla ricerca di tristezze e voglia di spararsi o di bei volumi unici da collezione.
Riassunto della storia: un uomo, abbandonato dalla moglie e dai figli, muore da solo insieme al suo cane dopo aver perso tutto e aver cercato di aiutare un bambino orfano che lo deruba degli ultimi soldi.

 

Il giardino delle parole di Makoto Shinkai, disegni di Midori Motohashi

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Makoto Shinkai è diventato uno dei miei registi preferiti così ogni manga collegato ad esso diventa subito mio appena viene reso disponibile in Italia. Il film è uno di quelli che meno ho preferito: immagini curatissime, ma nella parte finale vi è una risoluzione troppo rapida della storia.
In ogni caso, un bel volume unico da collezionare, con sovracopertina, Star Comics.

I bambini che inseguono le stelle – Viaggio verso Agharta di Makoto Shinkai.

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Nella mia breve incursione al Comicon di Napoli di quest’anno (breve, ma ricchissima: in meno di 2 ore ho visto Milo Manara, Tanino Liberatore, Don Rosa, Silvia Ziche e molti altri, oltre ad un paio di concerti fortuiti di Corde Oblique e un paio di giapponesine) ho portato a casa poche cose, ma mirate: una di queste è Viaggio verso Agharta, 3 volumi di Makoto Shinkai, disegni di Tomoko Mitani. Anche questa è una edizione molto bella, con sovracoperta e pagine a colori. Si tratta della versione manga di un altro dei film di Makoto Shinkai, anche questo purtroppo non dei miei preferiti: non ho particolare attrazione per il fantasy, questo è un dato di fatto. Nel film i fondali sono come sempre meravigliosi e curatissimi, ma la storia non è coinvolgente. Questo manga ha un tratto molto bello, che ricorda quello degli anni ’80-’90, e la disegnatrice/adattatrice Tomoko Mitani che se n’è occupata ha ricevuto i complimenti da Makoto Shinkai per aver superato in alcuni punti il film (a mio parere, non ci voleva molto). Molto bello e da collezione

5 Cm per Second – Makoto Shinkai

Ok, mi sto tradendo: non mi allontano molto da ciò che amo. 5 Cm per Second è il film perfetto per definizione. Anche di 5 Cm per Second è stato pubblicato il manga. E non potevo non possederlo. 2 volumi, Star Comics.

Purtroppo non è stato ancora pubblicato il manga di un altro film di Shinkai che trovo sia uno dei più belli (dopo 5 Cm per Second, ovviamente): Beyond the Clouds.

Davvero stupendo invece il manga di Voices of Distant Star, che riveste con le sue pagine tutti gli errori del film aumentandone la comprensione, fondendosi ad esso, in un’opera unica, composta da due parti, film e manga.

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Anime e manga collegati:

Una tomba per le lucciole

Il giardino delle parole (film)

Voices of a Distant Star di Makoto Shinkai

5 cm per second (film)

Narutaru – Shadow Star

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Adocchiai questa serie già molti anni fa, per le similitudini che aveva con Elfen Lied e Higurashi no naku koro ni. Disponibile solo fansub, Narutaru è un anime del 2003 tratto dall’omonimo manga di Mohiro Kito del 1998. Mohiro Kitoh non è un autore noto quanto potrebbe, è uno di quei ricordi degli anni ’90 messi da parte da tempo, complice anche il fatto che le sue opere a causa di contenuti violenti e a volte sessualmente espliciti non sono proprio fruibili a tutti. Quest’autore infatti combina un’estetica delicata e lineare a delle storie dotate di una gravosità non indifferente; le sue opere più famose sono Narutaru (1998) e Bokurano – Il nostro gioco  (2004), ma lo stesso dualismo si ritrova anche ne Le Ali di Vendemiaire (1996), un manga ibrido, raffinato e orrorifico al tempo stesso, dal tratto tenue che accompagna una lettura decisamente non leggera e non scorrevole. Incentrato su bambole meccaniche, Le ali di Vendemiaire è purtroppo velocemente scivolato nell’oblio perché adombrato da produzioni sci-fi tanto più vistose quanto inconsistenti. Delle due serie lunghe di Kitoh, Narutaru e Bokurano, è forse più nota la seconda. Bokurano è un manga del 2004 in 11 volumi, dal quale è stato tratto un anime nel 2007, di 24 episodi, disponibili fansub, e che credo prossimamente di vedere. Narutaru infatti, a quanto pare, si tratta di una versione più acerba di Bokurano. L’anime di Narutaru (2003), tratto dal fumetto del 1998 (12 volumi), presenta gli stessi temi di Bokurano, temi che purtroppo in soli 13 episodi non riesce a snodare e spiegare correttamente, rendendo evidente il collasso su se stessa di una trama decisamente troppo complessa e impegnativa. Ci si rende conto, nella visione dell’anime di Narutaru, di trovarsi di fronte ad un’opera vasta non adeguatamente sviluppata, in cui gli eventi dopo la prima metà della serie vengono sbrigati in modo approssimativo, riportando lo spettatore necessariamente alla ricerca del manga. Narutaru rischiava di essere inserito in quella lista di anime che non ricordo nemmeno più di aver visto, pur avendo dei personaggi assolutamente strepitosi, come Hoshimaru (la stella marina).

In sostanza, quindi, un anime che consiglio sicuramente se siete amanti del genere, ma senza il quale potete ugualmente vivere, così come potevo vivere anche io (e lo scrivo a malincuore, perché con un po’ di cura in più poteva essere l’anime perfetto).

Nota per chi volesse vederlo: io lo trovai disponibile solo sub eng, non so se ci sia in italiano.

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Bokurano – Il nostro gioco

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Piccole storie di Mohiro Kitoh, volume unico, 2004 (Star Comics)

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Le memorie di Emanon

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Uno dei migliori volumi unici che mi siano capitati fra le mani. Probabilmente per il tratto, ma anche la storia non è da meno, che fa parte di quel filone di fantascienza romantica che amo in particolar modo. Il prezzo è di 12.90€, ma per l’edizione e il pregio del prodotto, li vale sicuramente. Questo one shot, del 2008, nasconde un’insidia, che è in realtà una fortuna: il manga di Shinji Kajio prosegue con I viaggi di Emanon, altri 3 volumi che saranno pubblicati a breve sempre da Panini Comics.

Molto molto bello.

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L’adolescenza agrodolce di Citrus

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Citrus è un manga in 2 volumi edito da Flashbook nel 2010. Flashbook è una casa editrice che solitamente seleziona prodotti di un “certo livello” e che per questo ho sempre apprezzato particolarmente.

Ad una prima occhiata potrebbe sembrare uno shoujo ad ambientazione scolastica, in realtà, episodio dopo episodio, vengono analizzati gli aspetti di vari personaggi con un occhio che va oltre quello che potrebbe essere il classico intreccio sentimentale.
I personaggi risiedono nel piccolo paesino di Kinoto, racchiuso tra le montagne e lontano chilometri e chilometri dalle grandi città.

Shiho è una studentessa delle medie che ha iniziato a suonare il piano da pochi anni, al club di musica. In un piccolo paese come Kinoto e in una piccola scuola come quella che frequenta, Shiho è l’unica a saper suonare il piano. Si trasferisce nella scuola Nanami, una ragazza proveniente da Tokyo, che pur non amando il piano, lo sa suonare molto meglio, avendo preso lezioni da piccolissima. Nanami non riesce a integrarsi tra i suoi coetanei e sembra odiare il piccolo paese di Kinoto al quale dà la colpa per come è cambiata all’improvviso la sua vita, i genitori di Nanami hanno divorziato e Nanami ha dovuto abbandonare la carriera di modella che aveva appena intrapreso a Tokyo, trovandosi costretta a seguire sua madre a Kinoto. Altri personaggi compaiono, uno alla volta, in Citrus.
L’autrice, Ayuko, analizza com’è essere adolescenti in un piccolo paese come Kinoto. Vivere in una grande città, però, non mette al riparo dalle insicurezze. Essere di “provincia” diminuisce le occasioni di confronto con il resto del mondo,  Shiho si ritroverà ad essere l’unica ad amare profondamente Kinoto e a non iscriversi ad un liceo molto distante.

Questo manga mi è stato regalato e si è rivelato un’ottima scelta. Di soli due volumi, in alcuni punti la storia scorre molto veloce, ma risulta, nel complesso, un bel prodotto, certamente superiore alla media. Risulta, quindi, un acquisto di cui non pentirsi per chiunque stia cercando uno shoujo, anche se, metto in guardia, è davvero triste e in alcuni punti può arrivare a disturbare a causa del comportamento dei personaggi, che spesso fanno errori guidati dalle loro insicurezze.
Bellissima edizione ed in particolare molto dolce la copertina del primo volume, in cui appare Shiho.

Consigliato.

Marine Blue e altri manga di Ai Yazawa

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Una dolce coincidenza uscire in una sera di nebbia e trovare in edicola, per puro caso, un inaspettato manga di Ai Yazawa di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza: Marine Blue No Kaze Ni Dakarete, in italiano “Marine Blue, Accarezzati dal vento marino”. E’ la prima serie in assoluto di una delle autrici shoujo di maggiore pregio, una delle poche che riesce a conferire alle proprie storie e ai propri personaggi sentimenti autentici e non patinati, a non scadere in cliché privi di spessore. Ai Yazawa è sempre un passo più avanti delle altre (mi riferisco alla media degli shoujo, ovvio) e raggiunge la sua massima espressività artistica in quella che è la più nota e anche la più lunga delle sue opere, Nana, complice la trasmissione in tv dell’anime che ne è stato tratto. Seppur Nana sia forse la migliore, non è l’unica opera di Ai Yazawa alla quale sono fortemente legata. Non dimenticherò mai Gokinjo Monogatari con il suo tratto acerbo e l’omonimo anime (in Italia fu chiamato Cortili del Cuore) che mi ha accompagnato in una tarda estate delle elementari, in cui il mondo dei “ragazzi grandi” degli anni ’90 sembrava così vicino e così lontano. E Paradise Kiss, visto fansub ai tempi, nel 2005, 12 episodi, seguito di Cortili del Cuore. Non dimenticherò mai la opening di Tommy Heavenly6, il personaggio di Joji ispirato a David Bowie e la frangetta di Yukari. Il tratto di Ai Yazawa era diventato molto più raffinato, già simile a quello di Nana. Ma ovviamente a catena, oltre a questi due, ho successivamente letto anche “Non sono un angelo” (altra opera giovanile di Ai Yazawa, 1992) e “Ultimi raggi di luna“. Dal secondo ne è stato tratto anche un film, che ho recensito molti anni fa: Last Quarter.

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Ma ritornando a Marine Blue, ad un primo impatto avevo giudicato questa serie in 4 volumi come una delicata opera giovanile che ancora molto si conformava ai classici stereotipi di shoujo manga. Una Ai Yazawa non ancora libera di esprimere sé stessa come ha fatto poi dopo. Ecco, in parte mi sbagliavo. In Marine Blue l’essenza di Ai Yazawa si sente tutta, e nonostante il tratto non sia ancora molto personale come è diventato poi in seguito, ma risponda piuttosto a dei canoni estetici più classici, e la storia parta da un classico triangolo, essa evolve con profondità e delicatezza rara, un risultato incredibile per una mangaka che nelle note laterali si giudica “inesperta”, chiedendo perdono per la variabilità con cui vengono disegnati i personaggi, a volte più adulti, altre volte più ragazzini. E’ vero, volendo muovere delle critiche, queste si potrebbero fare, ma trovo che sarebbero in fondo inutili. A volte l’evoluzione della storia potrebbe risultare forzata, o i gesti dei personaggi incomprensibili ad un occhio adulto. Invece no, non voglio criticare questo: i personaggi sono adolescenti ed insicuri, non conoscono ancora le direzioni giuste da prendere e le scopriranno solo crescendo. Dietro Marine Blue vi è molto delle tradizioni di un Giappone che affaccia verso l’Occidente, un modo di intendere l’amore che è così ricco e pieno come solo in un manga riesce ad essere descritto. Marine Blue è una storia d’amore in cui ancora esistono i giuramenti: quelli che nella nostra realtà cerchiamo, a volte così rari per credere che esistano davvero.
Marine Blue porta in sé molto, ed è per questo che perdono ad Haruka, Ippei ed Harikawa le loro incertezze. L’ambientazione è stupenda, è così dolce da fare male. Quegli attimi mi sembra di averli vissuti anch’io. Forse perché sono attimi che si ripetono in molte storie e in molti anni. Dolphin, un cane bianco come Soichiro di Maison Ikkoku e come Spank di Hello Spank, un amore lontano, l’estate degli anni ’90, il surf, quella spiaggia delle estati della mia infanzia. Il Tropicana, i Beach Boys, le palme, l’indecisione, gli eventi ed i baci che accadono e non lasciano nulla, perché i sentimenti ancora devono diventare adulti. Gli orecchini di Haruka, le feste, e il mare.
Il mare. E ancora il mare. Così immenso, così, da sempre, catalizzatore di emozioni.

Manga di inizio estate

Dedico questo articolo alle serie che sto prendendo, quasi tutte rigorosamente brevi e a tema estivo.

Nota: non so perché ho scritto un articolo con un tono così irritante, ma ogni tanto ci sta bene, piuttosto che il silenzio stampa. In ogni caso non si tratta di letture impegnate quelle che seguono, ma a volte continuo a comprare shoujo in edicola per abitudine o per collezione.

La prima serie è Marine Blue – Accarezzati dal vento marino, opera giovanile di Ai Yazawa, di soli 4 numeri, che giungerà alla conclusione proprio in questi primi giorni di giugno.
Edita da Panini Comics, si tratta di una serie gradevole che non può mancare nella collezione di qualsiasi appassionata di Ai Yazawa.

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Inferno Blu, 3 volumi, il numero 2 è di giugno. Molto simile a Marine Blue nell’ambientazione e nel triangolo, si tratta di uno shoujo vagamente più profondo/intenso della media e con contenuti sessuali piuttosto espliciti. Molto piacevole e non mi pento dell’acquisto (anzi, in realtà è stato un regalo), ne sono piuttosto soddisfatta.

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Wolf Children, 3 volumi. Sono al secondo volume. Tratto dall’omonimo film. Molto bello da avere nella propria collezione (e anche da leggere!)

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E sta giungendo alla sua conclusione anche Elfen Lied, 10 di 12. Un po’ di rammarico per tutti questi uomini in copertina e meno gnocchine, ma in fondo non vedo l’ora che finisca per poterlo leggere bene. Bustina blu petrolio.
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Serie che finalmente ho completato!

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Dato che non ho molte speranze sul fatto che Nana 22 Collection vedrà mai la luce (o meglio, non so fra quanti anni) reputo questa collezione – per il momento – conclusa.
E ne sono molto felice!

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Con il secondo numero di Sailor V ho finalmente concluso un’altra serie alla quale tenevo tanto, Pretty Guardian Sailor Moon, composta da 12 volumi + 2 volumi di storie brevi + 2 volumi dedicati a Sailor V (Sailor Venus) per un totale di 16 volumetti.

Serie decisamente “No”.

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Mi sono fidata di Arina Tanemura (possiedo Kamikaze Katou Jeanne e Full Moon, e ne sono soddisfatta) e ho preso quasi istintivamente anche Time Stranger Kyoko, opera in 3 volumi della stessa autrice. Purtroppo Time Stranger Kyoko è troppo anche per me. E’ la storia di una principessa che desidera trascorrere una vita normale e così intraprende un’avventura molto fantasy per far sì che a regnare sulla Terra non sia lei ma sua sorella. Non può mancare il triangolo amoroso. Non credo lo continuerò, odio il fantasy. :\

Ringrazio il mio ragazzo che oltre ad avermi regalato quasi tutto Elfen Lied, mi ha portato anche Inferno Blu e i numeri di Sailor V e Nana che mi mancavano, dimostrandosi un corriere eccezionale! ♥

Wolf Children

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Stavo andando in edicola tanto per perdere un po’ di tempo e.
Trovo Wolf Children, trasposizione manga dell’omonimo film di Mamoru Hosoda (Summer Wars, La ragazza che saltava nel tempo).
Come potete leggere dalla copertina si tratta di una serie di soli 3 volumi, la cui lettura è scorrevole e leggera, aiutata dal tratto semplice e delicato della mangaka Yu. Wolf Children narra con leggerezza una storia tutt’altro che spensierata. I problemi “reali” di Hana, giovane vedova di una leggenda, con due bambini per metà lupo da crescere all’oscuro. Un manga particolare che sono felice di tenere nella mia collezione.

Data di uscita: Marzo 2014