Avella, i tuoi paesaggi sono fatti di tutti i sogni di solitudine nel valli fiorite; gli amanti li popolano; come raggio, in una nebbia d’aurora, la forma incorporea dei loro desideri soddisfatti si perde fra le tue zolle gloriose; essi sono ciò che non è più, ma sole e sfolgora.

[…]

Tutto questo ricordatelo, si; ma non dimenticate che a nulla vale ereditare memorie illustri; a nulla vale scaldarsi le membra al fuoco delle glorie degli avi, se non aggiungiamo qualcosa di proprio ai fasti della nostra domestica grandezza, intrecciando di nuovo argantei fili la trama della vita, che lo spettacolo del passato fa più attraente e serena.

Avanti! La natura non disereda i suoi figli.

(Avella, Francesco Guerriero, 1888)

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