Uomini e no, Elio Vittorini

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“Sai” egli le disse “che cosa sembra?”

“Che cosa?” Disse Berta

“Che io abbia un incantesimo in te.”

“E io in te. Non l’ho anche io in te?”

“Questa è la nostra cosa.”

“C’è altro fra noi?”

“Pure sembra che ci sia altro.”

“Che altro?”

“Che io debba vederti quando sono al limite.”

“Come, al limite?”

“Quando ho voglia di perdermi.”

Berta lo stava guardando, i suoi occhi gli stessi che avevano guardato i morti.

“Tu hai voglia di perderti?”

“Ora?” disse Enne 2. “Ora è il contrario. E questo dico che sembra un incantesimo. Che appena ho raggiunto il limite debba ritrovarti e avere il contrario.”

“E’ così ogni volta che mi vedi? Lo è stato sempre?”

“Quasi ogni volta. Come se un incantesimo che io abbia in te e ti faccia tornare perché io ricominci.”

“E prima è voglia di perderti?”

“Perdermi con coloro che vedo perdersi. Smettere di dibattermi.”

“Ma perché?” Berta esclamò. “Nessuno si perde. Chi vedi perdersi?”

“Lo so” disse Enne 2. “Quando tu ci sei non vedo nulla che sia perduto.”

“E perché non mi cerchi?” Berta esclamò. “Perché non vuoi mai cercarmi? Perché tutti questi giorni non mi hai cercato? Perché puoi non cercarmi?”

“Tu volevi che ti cercassi?”

“Sono venuta tutti i giorni a Milano.”

“Ad aspettare che ti cercassi?”

“Che mi cercassi. Che mi telefonassi. Io ti ho cercato.”

“Mi hai cercato?”

“Anche ora ti cercavo. Che cosa credi che facessi qui? Ti cercavo.”

[…]

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[…]

Che cosa era stata? Che cosa era stata? Vedeva il ghiaccio celeste sulle montagne, l’inverno in quel ghiaccio, e l’inverno sui tetti ch’erano sotto le finestre, su Milano ignuda, sui campi spogli intorno a Milano, nel sole di foglie morte, e vedeva ogni cosa che lei era stata ed era, tutto quello che lui diceva, ma ancora si chiedeva che cosa fosse stata con quell’altro. Che cosa era stata? Vedeva il vestito ch’era stato dietro la porta, questo pure era stato lei, era vecchio di dieci anni, e lei era stata dieci anni con quell’altro. Perché era stata dieci anni con un altro? Che cosa era stata?

[…]

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Disse Enne 2: “E di nuovo è come sempre. Di nuovo è come sempre?”

“No” Berta rispose. “Non è come sempre.”

“E’ la stessa cosa che è stata sempre.”

“Non è la stessa cosa.”

“E’ come quando mi hai lasciato il vestito. La stessa cosa.”

“No. Non la stessa.”

“Eri venuta come oggi, e mi lasciasti il vestito. E’ come fu allora.”

“Non è come fu allora.”

“E’ come ogni volta che sei venuta.”

[…]

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“Non pensare che sia come le altre volte.”

“E’ come le altre volte.”

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“E’ diverso. Non volermi male.”

“E’ come le altre volte, e hai visto i morti.”

“Ma è diverso” Berta disse. “Tornerò subito.”

“Tornerai sempre e sarà sempre la stessa cosa” disse Enne 2

“No” disse Berta. “Non è la stessa cosa.”

“Hai visto i morti, ma è la stessa cosa” disse Enne 2.

(Uomini e no, Elio Vittorini, cap.79-84)

Immagini dal film di Valentino Orsini, colonna sonora di Ennio Morricone

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