Consigli per gli acquisti.

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Chi mi segue sa che Nanni Moretti è uno dei registi che più stimo ed apprezzo, per averci regalato film dalle scene surreali e indelebili come quelle di Bianca o Ecce Bombo. Dopo anni di assenza (2011, Habemus Papam) e più di un film profetico (le dimissioni del papa, o la folla che assale i giudici al termine de Il Caimano), prendo “Mia madre” a scatola chiusa. Trama di quelle ricorrenti nei film di Moretti e nel cinema di un certo tipo: la protagonista è una regista intento alla realizzazione di un film (Margherita, interpretata da Margherita Buy) e nel frattempo succede qualcosa, andando a comporre il film fuori dal film. In Mia madre non succede niente: la vita prende il sopravvento, i problemi reali, le disgrazie, “mia madre”, gli ospedali. Tra le difficoltà di realizzare un film impegnato, la regista Margherita è occupata a gestire la malattia respiratoria della madre. Non c’è più spazio per niente, la madre occupa i suoi pensieri quasi a tempo pieno. Situazioni, purtroppo, ricorrenti nella vita di tutti, che fanno di questo un film da evitare, cupo, angoscioso, e con poco da dire che la vita non ci abbia già detto. Mia madre è uno spaccato di vita, raccontato bene, ma non memorabile. Porta un fardello del quale noi tutti vorremmo disfarci. Quasi a sua discolpa, le parole di Margherita in un’intervista nel film, il sunto è pressappoco questo: “da noi registi ci si aspetta di dire qualcosa, di fornire un’idea, di fare dei film profetici, ma la verità è che stavolta non abbiamo niente da dire.” Nanni in disparte, di poche parole, fratello di Margherita, figlio della madre, ma sembra lui a parlare, fuori dal film. E il film nel film (quello di Margherita, sul lavoro e sui sindacalisti, e su un’azienda in chiusura), non è da meno di Mia madre, in termini di bruttezza. Per quello, situazioni oramai scontate, fuori luogo, niente da aggiungere. John Turturro, sgradevole e fuori luogo. Mia madre si conclude con il piacere di averlo visto, un impegno morale per i seguaci di Nanni Moretti, ed un impegno morale da parte di Moretti di dire la sua dopo anni di assenza, con un film che in sintesi si può riassumere con: “Non ho proprio niente da dire.”

Portato al Festival di Cannes, Mia madre è uno dei tre film italiani presenti in concorso. Gli altri due sono Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone, e Youth – La giovinezza, di Paolo Sorrentino, anche lui all’opera con i movimenti ed i pensieri di un vecchio regista all’interno del proprio film, pellicole evidentemente autobiografiche ma che noi mortali non sempre riusciamo a vivere come se fossero nostre per la diversità di occupazioni. Youth è in uscita il 21 Maggio 2015.

Note: il biglietto di questo film l’ho pagato 2€ perché mi piace il Kinder Bueno. E dire che questi buoni del Kinder Bueno li ho fatti scadere tutti.

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