Donne mie – Federico Fiumani

Li cerco e non li trovo, i testi di Donne Mie di Federico Fiumani.

Incendio

Corri c’è un incendio da te, sta bruciando il mio nome, è un ricordo di me
Corri c’è un incendio da te
Corri c’è un incendio nei bar, la mia povera casa, chissà chi vincerà
Corri c’è un incendio nei bar
Corri c’è un incendio amore, è il ricordo di te
Tutto il pomeriggio con me, poi la sera ti eclissi e di notte fai il surf
Tutto il pomeriggio con me, mi spieghi cos’è?
Poi arrivo a settembre e con esso il ritorno nei luoghi che ci videro
Poi arrivo a settembre e con lui, è solo cenere ormai
Corri c’è un incendio amore, è il ricordo di noi

Carta da parati

Carta da parati, ne strappo un intero paesaggio e la tengo per me per ricordo
Carta da parati, io e te ed un immenso villaggio creato per noi sul più bello
Carta da parati, ne strappo un intero paesaggio e la tengo per me per ricordo
Carta da parati, mi fido di quello che vedo e ne resto di molto deluso
Carta da parati che copre loschi traffici e ancora una volta io sono sorpreso
Carta da parati che copre ma è solo un miraggio è come un’allucinazione
E io mi vedo giovane, mi rivedo giovane, mi ritrovo giovane con te
Mi rivedo giovane, mi ritrovo giovane, mi rivedo giovane
Con te
Carta da parati, ne strappo un intero paesaggio e la tengo per me per ricordo
Carta da parati, io e te ed un immenso villaggio creato per noi sul più bello
Carta da parati mi chiama il padrone del viaggio e mi chiede che ne è del paesaggio

Diciott’anni

Lei ha solo 18 anni e se il sottoscritto vuole molla amici e tutto il resto e viene a vivere con me
Lei ha questi pochi anni ma ragiona già da grande, pochi grilli nella testa e la testa sulle spalle
Orizzonti sconfinati le si aprono davanti ogni giorno che cammina ma lei forse non lo sa
Confuta tutti i miei dubbi medica le incertezze io da qui non me ne vado se non me lo dici tu
Questa sua offerta di vita, questo dono che è sicuro a me un po’ di angoscia danno, riparliamone fra un anno, vuoi la pazienza più infinita, la certezza del futuro, che domani ci saranno solo i giovani ce l’hanno

L’ora più bella

Ci fu un’ora nel lontano 1988 in cui pensai che la mia vita sarebbe potuta cambiare di colpo e forse per sempre
Un’ora in cui alzai gli occhi al cielo con l’immensa forza di una speranza
Era quel lontano dicembre un periodaccio per il sottoscritto
Dove tra l’altro mi successe una cosa davvero singolare
Pensai di essere diventato trasparente
La gente letteralmente non mi vedeva
Mi sembrava di essere un’ombra che camminava, attraversava la strada, si sedeva su una panchina a fumare e meditare
Persone che fino a poco tempo prima si fermavano a salutarmi e a chiacchierare adesso mi passavano davanti totalmente indifferenti
Era una situazione assurda
Eppure con un retrogusto fascinoso che mi stupiva

Che mi succede, mi chiedevo, sono morto e non lo so?
Comunque, quel giorno di dicembre mi feci coraggio ed entrai nel negozio di videocassette dove lavorava Camilla, una ragazza che in verità non è che mi avesse mai granchéconsiderato
Io ero innamorato perso di lei
Un giorno le mandavo dei grandi mazzi di rose rosse e l’indomani mi fermavo davanti alla sua vetrina, cercando i suoi occhi oltre il vetro per cogliere un segno anche minimo di assenso
Ma lei mi fulminava con delle occhiatacce che mi scoraggiavano per una-due settimane
Poi di nuovo un mazzo di rose, nuove occhiatacce, e così via
Indossavo un maglione verde brillante e pantaloni dello stesso colore che non avevo mai messo prima forse nel tentativo di invertire il trend ed essere notato ma purtroppo in quel negozio passai un quarto d’ora veramente penoso perché non ebbi il coraggio di rivolgerle neppure un misero ciao e anzi a un certo punto quasi mi nascosi dietro un altro avventore
Stetti un po’ lì con la testa piena di frasi che non riuscii ad articolare
Dopodiché guadagnai l’uscita insalutato
Fu allora che mi venne un’idea malsana e assurda
La chiamai da un telefono pubblico e le chiesi: senti ti va stasera di venire al cinema con me?
Dissi questo velocissimo, senza respirare, e rimasi in attesa
Ci fu un breve silenzio nella cornetta poi lei disse con la sua inconfondibile meravigliosa voce roca:

“Boh? Forse. Richiamami tra un’ora.”

Uscii dalla cabina e come un mantice ricominciai a respirare.
L’aria, le luci dei lampioni, la nebbiolina che avvolgeva le strade, le facce dei passanti, il traffico delle 7 di sera, tutto, tutto, tutto, tutto mi inebriava
Io in quell’ora ricominciai letteralmente a vivere
La seconda telefonata però non andò altrettanto bene
Camilla mi disse: senti, lo sai che sto con un ragazzo, e lui non avrebbe piacere.
Ci aveva ripensato.
Ci rimasi male, certo, ma fino a un certo punto, perché le ero comunque grato di avermi proiettato per un’ora in un’altra dimensione
E poi, come dicevo all’inizio, quello era un periodaccio per il sottoscritto, quindi una più, una meno.
Per fortuna che da lì a poco venne Gennaio.

Parte dei soldi li spesi in assoluta allegria

Perdonami di essermi innamorato di te

Perdonami di essermi innamorato di te
Davvero sai, non avrei mai voluto mai e poi mai
Mi si è riaperta una brutta ferita che fino a ieri dormiva e avrei voluto non risvegliarla mai
E invece lei col suo carico di sangue, lei, e di energia, è tornata prepotente a rivivere
E’ tornata prepotente, mi devasta
E così adesso, io ti appaio proprio come sono
Ed è una brutta, brutta cosa
Quando ti chiamo, e tu mi dici che sei al mare
Io mi identifico con tutti quelli che ti guardano il sedere
Con l’arco del tuo piede
Di te ho solo le briciole
Perdonami di essermi innamorato di te
Davvero, sai, non avrei mai voluto mai e poi mai
E tu mi tratti come se fossi uno fra i tanti, uno che è normale
In mezzo al resto, è proprio questo, è quello che fa più male

Cara Elisabetta

Cara Elisabetta, alla fine faremo proprio come vuoi tu
Compreremo una casa sul confine dei nostri pensieri a Rocca d’Orcia
Dove le polvere fini non ci son più
Dove la vita è bella ogni giorno di più
Cara Elisabetta, entreremo nei boschi di giorno per uscirne che è notte
E berremo l’acqua dalle fontane con le scarpe più rotte
E saremo di certo felici più di così
Io lo so cos’è, che va bene a te
Io lo so, è una questione di sguardi
E’ una questione di sguardi, di sguardi, di sguardi
E’ una questione di sguardi, di sguardi, di sguardi
E’ una questione di sguardi
Cara Elisabetta, 40 anni sono l’età più giusta per divertirsi,
Perché a 20 gli ormoni tempestano senza pietà
Mentre a 30 stai ancora a far piani per il successo
Ho buttato quegli anni e quei piani nel fondo del cesso
Cara Elisabetta, ieri al bar ho visto una carrozzina messa davanti alle casse
Che impediva a tutti gli avventori di avvicinarsi
E chissà perché da ieri io non penso ad altri
Io lo so cos’è che va bene a te, io lo so, è una questione di sguardi, di sguardi, di sguardi
E’ una questione di sguardi, di sguardi, di sguardi
E’ una questione di sguardi
E’ una questione di sguardi

Amore?

Amore, amore, perché sei sempre così cattiva con me?
Nel fondo del cuore c’è sempre questa maledetta spina
Con te ho dato un senso a tutte le tue belle promesse sbagliando
Ma un reato non ho commesso
Un peccato non mi è concesso
Amore? Amore?
Amore, amore
Perché io non riesco a partire come ha fatto Simone Giuliani
Di punto in bianco senza rimpianti né nostalgia, sulla sua scia
Perché io non riesco a partire, tanto a te cosa importa? Che cosa cambia?
Mi sai dire perché io resto, io che soffro così ma resto?
Amore? Amore?
Amore? Amore?
Amore? Amore?
Voglio un contratto, voglio un contratto, qualcosa di scritto
Voglio un contratto, voglio un contratto, qualcosa di scritto
Voglio un contratto, qualcosa di scritto, voglio un contratto
Voglio un contratto, qualcosa di scritto

La mia ragazza dorme la domenica mattina

La mia ragazza dorme la domenica mattina
e dopo colazione si rimette a dormire
Io la prendo con filosofia
nel suo lavoro le pause son strette
Io la prendo con filosofia
perchè lavora sei giorni su sette
non come me che non faccio un cazzo tutto il giorno

La mia ragazza nuota dentro ai laghi del silenzio
e son sicuro spera un futuro un po’ diverso
forse nel sogno ci sono anch’io in mezzo al lago e dentro agli occhi
forse nel sogno ci sono anch’io
però non vuole che io la tocchi

E verso sera usciamo nella luce del tramonto
e poi con l’auto andiamo verso il porto di Livorno
lei tiene gli occhi un pò socchiusi
sbadiglia e sbuffa che sembra un gatto
lei tiene gli occhi un pò socchiusi
ed io già so che sogna il letto non come me
che starei fuori tutta la notte e anche il giorno

La mia ragazza dorme la domenica mattina
e dopo colazione si rimette a dormire
io la prendo con filosofia
nel suo lavoro le pause son strette
io la prendo con filosofia
perchè lavora sei giorni su sette
non come me che non faccio un cazzo tutto il giorno

Un’idea di Paola

Paola mi dice “Tu ami un’idea di me”
“Non me, non me”
Io penso spogliati amica mia che ti faccio vedere come amo l’idea di te
E non te
Paola mi dice tu ami un’idea di me, non me, non me
Voglio sapere se è vero quel che si dice attorno a lei tipo che in certi pomeriggi lei si sente sola e triste e si infila nei cinema deserti
Ma chiamami amica mia sono solo 3 ore di treno tu chiamami e io parto subito immediatamente e vengo a trovarti quando sei sola e triste
La mia febbre si infiamma sulle sue gote rosa di pesca sulla sua pelle bianca e sul suo seno orgoglioso e materno sulle sue gambe belle e dritte sulle sue mani che non sanno mai dove stare sui miei discorsi lasciati cadere ma in fondo non è che ci contassi molto
Come odio le donne che si attaccano alla borsetta quando le sorpasso per strada
Ma tieniteli i tuoi soldi tienti la borsa la sola colpa che mi riconosco è di essere capitato nello stesso posto mentre tu eri per strada
Paola che mi dice sganciati dall’idea di possesso non esiste possesso che una persona possieda un’altra, però quando parla del suo ragazzo dice il mio ragazzo, il mio ragazzo
Paola che come ultima domanda mi chiede se le sembra il caso che lei ora abbia un figlio ma a questo punto della nostra giornata è come sparare sulla crocerossa
Paola che mi lascia solo in una piazza perché oggi è il giorno del suo compleanno e vuole andarlo a festeggiare insieme a tutti i suoi amici e al suo ragazzo
Io da solo in questa piazza ho come una crisi da dissociazione mi vedo rimettermi in guardia con molto dolore e poi andare e riprendere il viaggio
Paola mi dice tu ami un’idea di me, non me

Buster Mathis

Con te, con te vivrei
Una storia grande vivrei
Grande come la schiena di un peso massimo chiamato Buster Mathis.
Con te, con te vivrei
Una storia tersa e calda vivrei
Tersa come il giardino pieno d’api
E calda come l’estate che da fuori preme contro la mia finestra

Felice

Felice disteso su un prato con la borsa lasciata a riposare sotto di una grande quercia e ritrovarmi quaggiù a sentire un odore ed un sapore che credevo più lontano
Stupirmi ancora della mia fragilità che una mano sconosciuta ha sostenuto e fatto diventare forza
Felice disteso su un prato con la borsa lasciata a riposare sotto di una grande quercia e ritrovarmi quaggiù a sentire un odore ed un sapore che credevo più lontano
Stupirmi ancora della mia fragilità che una mano sconosciuta ha sostenuto e fatto diventare forza
Adesso sono proprio felice, adesso sono proprio felice
Adesso sono proprio felice, adesso sono proprio felice
Adesso sono proprio felice, adesso sono proprio felice

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