Inferno Blu

Inferno Blu Manga

Se Inferno Blu ha destato la mia attenzione tra le tante nuove uscite che adornano i ripiani centrali delle fumetterie, è per i seguenti motivi:

1) Innanzitutto l’editore ha presentato Inferno Blu come uno shoujo non convenzionale, dalle tinte cupe e dalla forte presenza di scene di sesso, che in effetti, a lettura conclusa, posso dire che sono piuttosto numerose.

2) L’ambientazione: il triangolo Mana-Akihiro-Kakeru si sviluppa su di un’isola. Qui i tre ragazzi abitano in modo apparentemente tranquillo, la vita scorre lenta com’è tipico delle località di mare. Questo scenario caldo e rassicurante non è sufficiente a contenere malumori e passioni. E’ lo stesso scenario in cui si sviluppa il triangolo un po’ meno cupo di Marine Blue, opera prima di Ai Yazawa edita di recente anch’essa da Panini Comics.

3) Il triangolo è da sempre un’ottima soluzione per costruire una storia che appassioni anche senza avere nessuna idea di partenza. Ma in questo caso due vertici del triangolo, Mana e Kakeru, sono fratello e sorella, e vivono sotto lo stesso tetto da quando Mana è stata adottata dalla famiglia di Kakeru. I due, quindi, non hanno tra loro un vero legame di sangue. Osservare le sorti di un rapporto incestuoso è un’idea che intriga molti, e anche se non si tratta proprio di un’idea nuova (uno shoujo su tutti Marmalade Boy, ma potremmo citare anche Angel Sanctuary), in questo caso aggiunge “peccato” al manga che di per sé è già abbastanza esplicito.

4) Il fatto che fosse composto solo da 3 volumi mi ha sicuramente spinto di più ad interessarmi ad Inferno Blu.

L’autrice è Chika Shiina, l’edizione è abbastanza valida e il fumetto si rivela più maturo della media degli shoujo in circolazione. E’ sicuramente destinato ad un pubblico adulto sia per le scene più o meno esplicite che per la storia, la quale non risulta leggera di contenuti ma è comunque narrata in modo semplice e scorrevole. Insomma, di facile lettura. Sicuramente non è un manga da consigliare a chi è in cerca di spensieratezza: non solo le ripetute violenze sessuali subite da Mana rabbuiano la storia, ma anche il suo passato in cui rimane orfana a causa di un incidente stradale. Se inizialmente Inferno Blu può risultare interessante nella speranza di seguire l’evoluzione di un triangolo tra scene di sesso più o meno gratuite, con il procedere della storia il lettore si rende conto che in Inferno Blu a farla da padrone non sono né il sesso né i sentimenti di un classico triangolo shoujo ma la tristezza che Mana porta dentro a causa dell’amaro legame che la lega al fratello Kakeru.

In conclusione Inferno Blu è relativamente valido, ma non spicca tra gli altri shoujo come credevo avrebbe potuto, e alla fine della lettura non lascia particolari emozioni ma solo la consapevolezza di essere stati messi di fronte ad una storia gratuitamente triste narrata con la leggerezza di uno shoujo manga medio.

Per chi cerca uno shoujo diverso, breve e intenso, Inferno Blu è una buona lettura, che forse non gli cambierà la vita, ma che ha comunque diversi aspetti interessanti che ne giustificano l’acquisto.

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