The Lone Ranger

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Sono già passati alcuni giorni da quando sono stata al cinema a vedere The Lone Ranger (domenica), quindi non posso dire di non aver fatto il mio tentativo di metabolizzare il film in modo tale da non ritrovarmi a distruggerlo gratuitamente. Ma per The Lone Ranger nessuna critica è gratuita. Si tratta dell’ultimo lavoro di Gore Verbinski (per chi non lo ricordasse, autore della fortunata trilogia di Pirati dei Caraibi, che hanno consacrato Johnny Depp a idolo dei frequentatori del Comicon) e già dai titoli di apertura ci ricordiamo di esserci cacciati forse in un brutto guaio: il film reca il marchio Disney. Un western Disney. Trovandola come un’offesa al genere io classificherei molto più volentieri The Lone Ranger nel genere “Avventura”.
Non vorrei spendere troppo tempo su ciò, andrò direttamente al sodo: The Lone Ranger è abominevole. Enormi spese per un film vivisamente scenografico ma privo di una valida trama (non voglio neanche avventurarmi ad indagare nei tasselli della trama che non funzionano), noioso e troppo lungo (ben 2  h e 30 di strazio per una trama che non portava da alcuna parte), moralmente qualunquista, non adatto ai bambini e neanche agli adulti, volutamente comico senza riuscire a strappare una risata, volgarissimo in alcuni effetti speciali patinati che neanche all’Edenlandia negli anni ’70 ce n’erano di così cafoni. Johnny Depp che oramai è capace a fare solo due espressioni (le stesse di Jack Sparrow, ma non tutte) e i cui film dovrei smettere di vedere, nonostante si trattasse, almeno un tempo, del mio attore preferito. Se continuerà fino alla pensione ad alternare collaborazioni con Tim Burton e Gore Verbinski dovrò smettere sul serio… Potrei infierire a lungo sul cast: sfortunato Armie Hammer per essere finito in un film così brutto, di Helena Bonham Carter non ce ne liberiamo mai, per fortuna le sue parti non durano mai più di 10 minuti, sono rimasta sconvolta dalla protagonista femminile, la bella del film, di cui tutti sono innamorati, Ruth Wilson. Io voglio sapere dio santo dove l’hanno presa.

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Ruth Wilson, protagonista femminile di The Lone Ranger.

Appurato che per The Lone Ranger non ci sia niente da salvare, posso divagare un po’ sul caro Johnny Depp, che ha compiuto cinquant’anni da poco e che annuncia la sua separazione da Vanessa Paradis, dopo 14 anni di relazione e due bambini. Sembra che Johnny Depp sia impegnato adesso con la bellissima Amber Heard, ribelle e dichiaratamente bisex, che vedremo a breve in Machete Kills di Rodriguez. Johnny Depp annuncia anche (ma lo sapevo già), di essere fortemente miope ed astigmatico da un occhio e avere altri problemi dall’altro. D’altronde Johnny appare sempre con gli occhiali (spesso scuri).

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Amber Heard, nuova fiamma di Johnny Depp, conosciuta sul set di The Rum Diary

Per quanto riguarda la carriera di Johnny Depp, è da un po’ di tempo che non vedo un suo film che mi dia soddisfazione, sempre coinvolto com’è in film per ragazzini estremamente commerciali. Andando a ritroso nella sua carriera, tanto per fare un po’ il punto della situazione, posso appuntare:

The Lone Ranger: Abominevole
Dark Shadows: inguardabile, ma non quanto The Lone Ranger
The Rum Diary: non male, senza infamia, peccato per la distribuzione penalizzante
The Tourist: commerciale, imbarazzante
Alice in Wonderland: basta film per bambini. E preferivo le altre versioni di Alice. Basta trucco per Johnny Depp
Nemico Pubblico: grazioso, ok. Ho visto film migliori, ma non m’è dispiaciuto.
Parnassus: stendiamo un velo pietoso
Sweeney Todd: un gran bel lavoro di Tim Burton, in stile Tim Burton, ma perlomeno meritevole.
Pirati dei Caraibi, quattro film: buono il primo, tollerabile il secondo, dopo non se ne può più.
La fabbrica di cioccolato: io odio le storie per bambini patinate e Johnny Depp con 7 kg di trucco.
The Libertine: lo ricordo come un gran bel film un po’ zozzo.
Neverland: noioso, snervante, storia di un pedofilo
Secret Window: inutile ma gradevole, da un libro di Stephen King, non sapevo che l’avrei rimpianto in confronto ai lavori di oggi.
C’era una volta in Messico: di Rodriguez. A me piacque, mi piacque assai. All’epoca…
La vera storia di Jack lo Squartatore: inguardabile

Siamo già arrivati al 2003.
Non continuo ulteriormente perché più indietro si va e più i film migliorano. Non c’erano tanti capolavori ma neanche così tanta immondizia come negli ultimi anni.
Johnny, Johnny, perché ci deludi così. Io divento grande e tu invecchi, com’è strano vedere quanto veloce passa il tempo.

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One thought on “The Lone Ranger

  1. Ma se sti films di oggi ti stanno tanto sul cxxxo non guardare più la tv e non andare al cinema…..gli oscar non li danno mica tutti i giorni e c’è un motivo.

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