Django Unchained: “Torta bianca?”

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Il periodo a valle delle festività natalizie ci riserva sempre delle risonanti uscite cinematografiche e anche quest’anno tale usanza è stata confermata dalla presenza in sala dell’ultimo lavoro di Quentin Tarantino, Django Unchained, un epico racconto sulla schiavitù negra. Tarantino ancora una volta accusa la storia e le ingiustizie razziali che essa ha portato, dopo Bastardi senza gloria, che serviva violenza su di un piatto d’argento con qualche dubbio (immediatamente smentito) che la storia fosse solo un pretesto per tagliare scalpi ai nazisti, con Django Unchained è la volta dello schiavismo che fino al 1888 è perdurato nel continente americano (nel 1888 è stato abolito nell’ultimo paese rimasto, il Brasile). Neanche troppo tempo fa: un’insensata crudeltà che oramai appare lontana, specie in Europa, eppure si tratta di storia recente che pesa sul popolo americano. Infatti, allo stesso tema Spielberg dedica il suo ultimo film che è nelle sale in questi stessi giorni: “Lincoln“, biopic incentrato sul problema dell’abolizione della schiavitù negli USA.

Ritornando a Tarantino, Django Unchained è un omaggio al film “Django” del 1966, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Franco Nero (il quale compare nel film di Tarantino in un cameo). Tarantino realizza un film “classico” unendo: western, blackploitation (che già aveva omaggiato in Jackie Brown), l’epicità d’una grande storia (come quella di Kill Bill), splatter (poco e concentrato nel finale, simile a quello che caratterizzò Le Iene).

Nel cast: un invecchiato ma sempre perfetto Samuel L.Jackson (al quale Tarantino è sempre affezionato, e anche io, dopo la sua interpretazione in Pulp Fiction), Jamie Foxx (che oltre ad essere attore è anche cantante e ha all’attivo quattro album, un esempio: http://www.youtube.com/watch?v=F3foE9kbmMM), Kerry Washington nel ruolo della “principessa” Broomhilda. Ottima l’interpretazione di Leonardo Di Caprio, per la prima volta nell’arco della sua lunga carriera voglio riconoscere il suo essere un bravo attore (non che non lo fosse anche prima, ma ai tempi di Titanic era insopportabile sentire gli urletti isterici di ogni ragazzina ogni volta che lo si nominava). Ora che l’età si fa sentire e non è più quel bambolotto patinato, mi piace. Il viscido personaggio di Calvin Candie è perfetto per lui. Sua sorella vedova, Lara Lee Candie/Laura Cayouette, è un personaggio secondario ma grazioso. Inutile anche dirlo: stupendo Christoph Waltz/Dr.Schultz. Per quanto mi riguarda in questo film le interpretazioni di Waltz e Di Caprio sono le migliori, ma sono ottimi tutti.

Volendo aggiungere qualche altra opinione personale: so che non centrerà niente, ma alcuni dettagli m’han ricordato l’insensatezza dei fratelli Coen (il dente sulla carrozza, ma forse è solo colpa dell’ambientazione, d’altronde anche Il Grinta era la rivisitazione d’un classico del western). Django è meno giovane degli altri lavori di Tarantino e in questo è più vicino al cinema di oggi. Ne guadagna delle splendide immagini (gli spettacolari paesaggi del Texas) e ne perde in fascino anni ’80 e richiami ai b-movie. Altri difetti, che non posso non osservare: una lunghezza quasi stancante, solo 165 minuti ma poco omogenei e in alcuni tratti piuttosto lenti (rispetto alle vivissime sparatorie, perlomeno).

Dunque, nella mia classifica, Django Unchained non è ai primi posti. Viene sicuramente dopo Pulp Fiction, Kill Bill 1 e 2, Inglorious Basterds, Le Iene. Giusto perché loro non possono essere spostati. Forse, anche dopo Jackie Brown. Non so come collocare Grindhouse – Death Proof, che è semplice ma ottimo. E Django Unchained, che è agli ultimi posti, è comunque ottimo. E la scena della torta è da 10.

Discutibile il pubblico in sala: oramai essere fan di Tarantino fa tendenza.

Nota: ho letto sempre sul famoso giornale comprato dal tabaccaio che con Panorama usciranno (a partire dal 17 gennaio, uno ogni settimana) 8 dvd di una collection dedicata a Tarantino, a 9.90 cadauno. Il primo titolo è Bastardi senza gloria. Seguono Pulp Fiction, Le Iene, Jackie Brown, Kill Bill 1, Kill Bill 2, A prova di morte, Four Rooms. A me interessa solo l’ultimo, che uscirà il 7 marzo ed è l’unico che non ho ancora visto (si tratta di un film a tre episodi, di cui solo uno girato da Tarantino).

Vi lascio con un po’ di immagini.

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