Il post senza senso delle feste.

Pera
23.12.12

Siamo ancora tutti qui, non è venuta la fine del mondo. La peggior apocalisse che abbia mai visto. Mi chiedo, ma c’era qualcuno che ci aveva creduto?
E poi le feste. Durante le feste, anche se odi il Natale peggio del Grinch, almeno si esce di più. Sì, ma da un film di Nanni Moretti. Più precisamente, Ecce Bombo.

Appendere due concerti e tre quarti perché insoddisfacenti (e perché “c’era gente”, oddio, che fastidio la gente), poi andare nel bar degli alcolizzati e chiedere un succo alla pera. Dopo poco t’arriva un fidanzato in gessato, cravatta rossa e scarpe eleganti di ritorno da un battesimo, e pensi  “che razza di cafone”, ma in fondo ti piace assai essere fidanzata con una specie di gangster degli anni ’30. Nel bar dove bevi per un euro, t’arriva un tipo combinato così, vestito in un modo che non centra nulla con quel posto, e pensi “caspita, ma è il mio tipo”. E se non fosse stato il mio, avrei voluto conoscerlo.
No, non è vero. Non voglio mai conoscere gente nei bar.

Concerto n.1: Cesare Basile, sono le 21 e ancora non sappiamo se andare o non andare, rimando per l’ennesima volta il bagno di Natale (mi laverò a Pasqua) ed esco di casa più tardi per previsto, il concerto è fissato alle 22 e alle 22.11 sono ancora a casa. Già prima di scendere non c’è molto entusiasmo. Al cinema ci sono solo Arisa e svariati cartoni animati, no, al cinema è impossibile andare. Concerto. In auto nessuno conosce l’indirizzo del locale, dove non siamo mai stati. Il locale non si trova. Chiediamo informazioni prima a degli scimmioni in un parcheggio e ci vergognamo per le loro battute imbarazzanti sul nome del locale (“par na cosa re’ marrucchin” …), poi io osservo in lontananza un individuo proprio con la faccia di uno che sta andando ad un concerto noioso, pieno di barba e cappotto stinto elegante, indubbiamente stava andando nel posto che cercavamo. Infatti seguendo tali tracce per qualche metro scopriamo dov’è il posto. E scopro che ci ero anche già stata. E ci avevo scritto anche un post su questo blog. Il posto aveva cambiato nome, alla fine del liceo era un garage pieno di quindicenni che giocavano a fare i punk. Ora le cose sono cambiate, è un garage più raffinato. Ma l’idea della discesa ci rattrista, nessuno vuole arrivare neanche davanti l’entrata del locale. Quell’estrema pendenza da discendere e poi risalire. Giuriamo che se Cesare Basile avesse suonato da Pizza Party là affianco prima della discesa saremmo andati a sentirlo, giù non vogliamo scendere.
Ma il problema più grande, diciamoci la verità, era che si pagava.
Volendo fare la spaccona, molto probabilmente sarei potuta entrare gratis. Dovevo fare un report per una webzine etc. etc.
Sì, ma quante interazioni e perché?

Concerto n.2: L’amica delle elementari di una di noi che suona in un bar con il suo maestro di chitarra. Detto così mi ha subito fatto venire sonno. Andiamo, non andiamo. Stessa scena. Chi ha voglia di andare, nessuno. Andiamo a vedere se ci ispira. Ci giriamo intorno con la macchina. Parcheggiamo. Ma stavolta non scendiamo nemmeno. Di fronte a noi l’orrore: la gente.
Un altro posto che ha cambiato nome. Prima fighetto, ora simil-alternativo. Ma perché?

Concerto n.3: Eravamo decisi a fare lo stesso con un terzo locale. Stavolta, un locale figo sul serio. Volevamo andarci davanti, e poi non entrare, per completare la serata. Nonostante fosse free entry. L’anteprima su Youtube del gruppo che si esibiva quella sera ci fa risparmiare la benzina: non vogliamo sentirli neanche gratis e da fuori. Tutto ma il reggae no.

A quel punto, lei che diceva sempre “No” pià di tutti propone di andare nel bar da due lire a passare la serata. Lei che diceva sempre “No” proprio a quel bar. Qui 3 Peroni e un succo alla pera (ovviamente, il succo alla pera è il mio). Non ho voglia di bere, devo disintossicarmi per Natale, tra l’altro quando vedi che in un posto l’alcolismo è mainstream davvero ti viene voglia di un succo alla pera. E poi, l’apparizione. Con anche la bomboniera per me.

Tutto il resto l’ho già scritto.

Buon Natale.

Ralph Spaccatutto

Sento che finirò a vederlo, non c’è scampo.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...