La collina dei papaveri

Martedì 6 Novembre è stato proiettato (data unica) in un sufficiente numero di sale italiane il nuovo film di Goro Miyazaki, figlio di Hayao Miyazaki, e già autore di “I racconti di Terramare”. Trovo la scelta di una data unica particolarmente vincente, ha permesso di riempire le sale e allo stesso tempo assicurare almeno una proiezione nella maggiorparte dei cinema italiani. Il problema dei film di Miyazaki è infatti proprio questo: dato che sono rivolti ad un pubblico di nicchia, non vengono portati in tutti i cinema e rimangono in programmazione per pochissimo tempo, nonostante ciò senza mai riempire totalmente le sale.

Stavolta la sala era piena. Il film è molto gradevole anche se non all’altezza delle opere del padre di Goro, possiede una graziosa colonna sonora e come tipico dello studio Ghibli viene rivolta molta attenzione ai particolari. La storia è ambientata intorno al 1968, un ragazzo e una ragazza, “riusciranno a scegliere tra amore e amicizia”?
Umi (nome che tradotto significa “mare”) e Shun, incontrati per caso, giorno dopo giorno si rendono conto di essere innamorati l’uno dell’altra. Il timore di essere fratello e sorella angoscia le loro esistenze (entrambi hanno perso il padre durante la guerra di Corea), ma comprenderanno di non poter smettere d’amarsi a prescindere dal loro legame di parentela.

Titolo originale: Kokuriko Zara Kara
Titolo inglese: From Up Poppy Hill

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