Suggerito da una mia amica, io non sapevo niente. Non ci vado dal 2002.

IL RACCONTO DI UN’ALBA DA DIMENTICARE

Il giorno più bello è diventato quello più triste: Nola, ancora una volta nella sua storia, si risveglia insanguinata per la Festa dei Gigli. Una serie di scontri violenti hanno provocato il panico totale in tutto il centro cittadino, causando quindici feriti. È avvenuto alle cinque e trenta di questa mattina, quando in via San Felice tra due paranze è scoccata la scintilla: prima un lancio di bottiglie di vetro (l’ordinanza che ne vietava l’uso infatti, non è stata rispettata dai venditori ambulanti abusivi che ne hanno vendute per tutto il pomeriggio); poi una rissa a colpi di calci e pugni; poi sono stati sfilati i ‘varretielli’ dal giglio, e qualcuno li ha branditi come fossero mazze per colpire alla cieca i propri avversari e gli sfortunati di passaggio. In breve tempo, è diventato un tutti contro tutti: i testimoni affermano di aver visto picchiarsi magliette di ogni colore, e nessuno è riuscito davvero a capire chi picchiava chi, e, soprattutto, perché. Poi, gli spari: in via San Felice sono certi di averne sentito almeno uno, in aria. Lo conferma il fatto che le persone dai balconi si sono subito barricate in casa, qualcuno urlando alle persone in strada di tenere bassa la testa. Da quello sparo in poi, è stato l’inferno: la fuga incontrollata ha fatto cadere a catena decine e decine di persone, e sono stati calpestati bambini, si sono rovesciati passeggini e mamme, alcuni hanno sfondato portoni per chiedere alle persone un rifugio in casa, altri bussavano disperati ai citofoni; i locali commerciali hanno sbarrato le porte e le bande musicali sono scese dai gigli e si sono date alla fuga. Tra le mille voci che in queste ore si rincorrono, l’unica cosa certa è che il panico è stato assoluto: dal quadrivio di via San Felice la gente ha cominciato a correre in ogni senso, andandosi a scontrare con altre centinaia di persone che correvano in sensi opposti. Chi si trovava in villa comunale racconta di essersi trovato all’improvviso davanti una marea umana che correva e si disperdeva in direzione di Saviano, tra loro addirittura alcuni musicisti ancora con gli strumenti in mano. Uno dei particolari più inquietanti di questo triste epilogo, è che una volta diffusasi la notizia della violentissima lite, alcuni sono andati a controllare con i propri occhi sul luogo (alcuni brandendo ); altri, invece, hanno preferito abbandonare il giglio: dopo poco a terra si trovavano decine e decine di magliette, i comitati e le paranze hanno infatti preferito camminare a torso nudo nell’aria fresca di primo mattino pur di non correre il rischio di essere selvaggiamente picchiati da qualche balordo solo per il colore della maglietta. I musicisti hanno staccato la strumentazione e sono andati via, le paranze – così compatte intorno al giglio fino ad un minuto prima – sono letteralmente scomparse. La festa non è stata sospesa: si è sospesa da sola, si è dileguata in fretta e furia, è scomparsa all’improvviso. A pochi minuti dal fatto, calmatesi le ondate di panico, una volta sedati dalle forze dell’ordine gli inseguimenti tra bande “armate” di varretielli e forse pistole, si presentava lo scenario surreale di gigli vuoti e smontati, che un quarto d’ora prima danzavano invece allegri e pieni di musica. Eppure, fino alle cinque e mezza del mattino, era stata una festa divertente, spensierata, con la sua solita perfetta miscela di spettacolare forza al pomeriggio ed eleganza mattutina. Una festa ritardataria, sì, ma per cause tecniche e per la partita. Ora, di questo giorno del cielo, non rimane che un tappeto di cocci insanguinati nella via che porta il nome del suo santo patrono. I gigli fermi in mezzo alla strada alla rinfusa sono la perfetta metafora: è una festa incompleta, che non riesce a ritrovare sé stessa, nonostante gli sforzi di molti, per colpa di alcuni. Una festa a metà, purtroppo in mondovisione.

di Gianluca Amato

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2 thoughts on “Suggerito da una mia amica, io non sapevo niente. Non ci vado dal 2002.

  1. peccato non ci sia scappata qualche decina di morti tra i selvaggi, ma lo spettacolo dai balconi dev’essere stato eccezionale. speriamo che la corrida si ripeta anche l’anno prossimo e che stavolta faccia un po’ di pulizia di gente orribile

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