A Dangerous Method

“A volte si deve fare qualcosa di imperdonabile per continuare a vivere.”

Film con Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Vincent Cassel, regia di David Cronenberg (eXistenZ). Il film è incentrato sul triangolo relazionale tra Freud, Jung e Sabina Spielrein, dapprima paziente di Jung e successivamente sua allieva e psicoanalista, una delle prime donne ad esercitare questa professione. Il film è ambientato nella prima metà del ‘900. Il film affronta tematiche forti e non può fare a meno di assumere un taglio didattico, i dialoghi prevalicano sulle immagini, è un continuo dibattere di filosofia, di cause, di metodi, di spiegazioni, ma costruito in modo intelligente e non noioso. La storia d’amore tra Sabine e Carl Jung impreziosisce il film che potrebbe sembrare solo un’occasione per fare della filosofia al cinema, e gli dà una veste di dramma dotato di un inizio e di una fine. La vita porta il medico ad essere curato da colei che era stata la sua paziente, questo per una legge forse divina che porta spesso le persone a ribaltare i propri ruoli e a vedersi restituite le loro azioni, negative o positive che siano. Sabine, da vittima a carnefice, trova in Jung la sublimazione per il suo senso di colpa, fin da bambina è attratta dalle punizioni corporali e con la maggiore età non può che desiderare il sesso con tutte le sue inclinazioni sadomasochistiche. Quando Jung spiega a Sabine che il rapporto con sua moglie era fatto di tenerezza, lei gli risponde: “Questa è un’altra cosa”. Anche Otto Gross, neurologo e filosofo, in cura con Jung, si trova, anziché ad essere curato, a curare, o a forse a deturpare l’immensa moralità ed il contegno di Jung: Perché reprimersi? Perché negarsi ciò che si desidera? Non è forse un’ipocrisia negarsi per un principio, cioè una sovrastruttura dettata dalla società, ciò che si desidera così profondamente?
L’esperienza con Sabine cambia radicalmente Jung, e forse lo rende più umano, ma non necessariamente migliore. Dopo Sabine, un’altra amante, e poi la separazione da Freud.
Il film non è così “forte” come dal trailer appare. Le scene di sesso sono brevi e niente affatto shockanti (Fassbender che colpisce con una cinghia Keira, e la loro immagine riflessa in uno specchio). E’ forse più disturbante l’inizio del film, dove si vede Keira Knightley interpretare una donna completamente distrutta dalla malattia. E’ come sempre Keira Knightley brava e drammatica, negli ultimi anni impegnata in una scelta di film particolari, come Seta, La duchessa, Non lasciarmi, Last Night.

Molto interessante la spiegazione del perché il dolore e il desiderio di sottomissione siano così intimamente legati al piacere sessuale: l’istinto sessuale, per Freud, coincide nel masochismo con l’istinto di morte. Il desiderio di annullarsi totalmente nell’altra persona e rinunciare a sé in virtù dell’unione tra due individui, è assimilabile all’istinto di morte e si manifesta con la ricerca del dolore fisico inflitto, e quindi le pratiche bsdm.

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Frasi dal film

Jung: “Di solito si pensa che debba essere l’uomo a prendere l’iniziativa”
Sabina: “Non credi che ci sia qualcosa di maschile in ogni donna e qualcosa di femminile in ogni uomo o che così dovrebbe essere?”

“Emma, come hai visto, è il fondamento della mia casa. Toni è il profumo nell’aria. L’amore per te è stata la cosa più importante della mia vita. Nel bene e nel male, mi ha fatto capire chi sono. A volte devi fare qualcosa di imperdonabile per continuare a vivere.”

“Solo il medico ferito può guarire.”

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