Gli Infedeli

Rassegnata a perdere American Pie e Dark Shadows (ho solo un weekend per vederli entrambi, prima che vengano tolti, e nemmeno penso di esserci questo weekend) e la non disponibilità nel trovare persone che vogliano vedere dei film così brutti (per Dark Shadows forse qualcuno riesco anche a trovare, ma American Pie? Chi vorrebbe mai vedere al cinema American Pie?!?!) mi porta piuttosto a seguire altri nella sala degli Infedeli. Allora, io ultimamente ho un’avversione nei confronti del cinema francese: non capisco il successo di film come QUASI AMICI (che ne importa a me di un vecchio e del suo badante nero?) ed è inutile ripetere quanto sia forte il mio senso di SCHIFO PER LA TALPA, con tutto il rispetto per quei teneri e brutti animaletti ciechi che vivono nel terreno. Ecco, La Talpa penso che salga al vertice della classifica dei film che più sfasciano le palle in assoluto, se non fossi donna potrei dilungarmi nel descrivere minuziosamente l’ingigantirsi di esse durante la visione della Talpa ma, come dicevo, non è opportuno e nemmeno realistico.

Per Gli Infedeli però sono rimasta colpita positivamente. Innanzitutto, m’aspettavo poco più di un Manuale d’Amore, e invece non è così. È un film che è stato fortemente criticato, specialmente in Italia, qua e là da Marzullo se ne lamentavano, dicendo che qui in Italia facciamo delle commedie molto più divertenti. Vorrei dire, ai fan delle commedie italiane, che Gli Infedeli non è propriamente una commedia, perché porta con sé un messaggio terrificante. E’ un film che non può che destare critiche ed essere odiato sia dagli uomini che dalle donne, ma probabilmente chi l’ha girato – e sono sette i registi che si sono prestati alla realizzazione degli episodi che compongono il film – non ce l’ha con gli uomini, ma li odia proprio. È un film di accusa, ed è un pugno nello stomaco per chi appartiene alla categoria di uomini descritti qui, cioè gli infedeli. È un’accusa sui costumi, è un’accusa sul sesso, e sul falso divertimento. La figura che ne esce fuori degli “Infedeli” non è affatto positiva. Chi andrà al cinema credendo di farsi una pancia di risate sulle fantastiche avventure di due latin lover sulla quarantina, sperando di immedesimarsi, se ha la sfortuna di immedesimarsi troppo probabilmente rischia di non dormirci la notte. Perché Gli Infedeli, pur non raccontando storie particolarmente nuove o originali, punta il dito sulle situazioni e con la scusa della risata manda un messaggio fortemente di denuncia, ridicolizzando ciò che in altri film viene esposto con il solo scopo di intrattenere. Quello che si vede negli altri film è appunto solo intrattenimento, com’è intrattenimento quello che gli infedeli cercano senza pensare, il divertimento superficiale, ridicolizzato, ridicolizzate le loro figure, di persone squallide e con alla base altri problemi (dipendenza dal sesso, omosessualità latente, problemi di coppia). Il loro comportamento non porta gli infedeli a comprendere il problema di fondo bensì solo al peggioramento della loro situazione, gli infedeli hanno gli occhi foderati e una percezione errata di loro stessi e della realtà, e alla fine non possono che uscirne dei perdenti, com’è giusto – moralmente parlando – che sia.
Bisognerebbe mettere a fuoco che s’intende per Infedeli: gli infedeli cronici, quelli che vanno a puttane pur avendo una moglie, il dentista quarantenne con una relazione con la sua paziente di 19 anni, e così via. Non è una discriminazione in assoluto nei confronti di chi commette adulterio (giustificabile, molte volte, e concesso), bensì verso il comportamento peggiore che può assumere un uomo. Comportamento peggiore eppure diffuso, e diffuso ampiamente: fa orrore il solo sospetto che sia la maggiorparte degli uomini ad essere così. In questo film niente è calcato. Non ci sono gag divertenti e irrealistiche, il mondo è così, pari pari, e gli uomini lo possono confermare, e anche le donne spettatrici o oggetti di consumo nelle loro avventure. Solo che nessuno ne parla e nessuno vuole dirlo, ci vuole del coraggio a girare un film che descrive solo le cose brutte. E anche le donne non possono certo dire di essere soddisfatte nel vedere un film così, ammettere che gli uomini per i quali si prodigano e amano, potrebbero essere già o essere in un futuro come i personaggi di Dujardin e Lellouche, è tutt’altro che consolatorio. È una parte dell’uomo che noi donne vorremmo non vedere e che invece esiste certamente; è vero, le donne nemmeno sono così sante, ma allora perché questa forte distinzione tra i comportamenti dei due generi, e la convinzione che quando la donna tradisca, lo faccia per amore e non per sesso?
Osservo forte contrapposizione tra  l’immagine che danno di sè le donne del film – sempre positive, assennate, tolleranti, superiori anche quando la loro condotta è opinabile – rispetto alla cazzonaggine bambinesca degli infedeli.

Emblematico l’episodio in cui la psicologa fa ascoltare i due nastri di registrazioni telefoniche al gruppo di infedeli a lei assegnati:

Nastro n.1: EHHHH A QUESTA FESTA SI RIMORCHIA E’ PIENO DI FIGA
Psicologa: Che pensate?
Infedeli: Beh, sembra bello, io ci andrei a una festa così.

Nastro n.2: EHHH RAGAZZE VEDIAMOCI ANDIAMO A PENI!!!
Psicologa: E questo?
Infedeli: SO’ ZOCCOLE

Le donne che fanno così sono zoccole, gli uomini invece? Sono fighi? E’ così difficile vedere l’errore in tutto questo?

Si potrebbe dire tantissimo intorno a questo film. Gli episodi che ho preferito sono stati, oltre a questo in cui una psicologa cerca di portare al ragionamento un gruppo di infedeli, quello in cui una coppia, dopo essere stata a cena di amici, entra in crisi per la confessione di un tradimento. Sono proprio le parole dell’amico a scatenare il desiderio di verità da parte di lei: Tutti si tradiscono, è normale. Non c’è una coppia che stia insieme da molti anni che non abbia mai conosciuto il tradimento. E’ molto avvilente sentire una frase del genere quando si vive una relazione da molti anni, anche perché di fatto, questa è una cosa vera. Ma nessuno vuole saperlo, e nessuno vuol sentirselo dire. E anche se non è mai accaduto, non si vuol sentire dire che un giorno con ogni probabilità accadrà. Ma non è giusto che non ci sia una via di fuga al tradimento, che non si possa essere leali, resistere alle tentazioni, comprendersi sempre. L’essere umano, uomo o donna che sia, possibile che non riesca ad elevarsi a qualcosa di meglio? Provarci, almeno, sarebbe già qualcosa.
E il fatto che tutti sbaglino non dovrebbe essere un incentivo per noi stessi a sbagliare. Si può fingere che vada tutto bene anche quando le cose non sono sempre così, ma perché non provare a far andare tutto bene davvero, e forse, riuscirci?

Assolutamente giustificato il target VM14: il film, pur non essendo erotico, comprende scene più che esplicite.

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One thought on “Gli Infedeli

  1. Provo a spiegare perchè “un uomo che fotte mille donne è un mito” e “una donna che fotte mille uomini è una zoccola”:
    prova a pensare ad una chiave che apre tutte le porte: è una chiave mitica, mentre una serratura che si fa aprire da tutte le chiavi è uno schifo di serratura.

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