Gioco di donna – Head in the Clouds

Film del 2004 con Charlize Theron e Penelope Cruz. Il protagonista maschile, Stuart Townsend, è un fiore che viene colto giovane dalla libertina Gilda, amante di un professore del suo college. Il film è ambientato tra l‘Inghilterra e la Francia degli anni ’30, prima e nel corso della seconda guerra. Un cast stellare, una fotografia eccelsa ed una trama impegnata per un film nel quale è stato inserito ogni ingrediente senza però essere riusciti ad ottenere il giusto risultato. Non mancano scene ad alto contenuto erotico: Gilda, una donna sopra le righe, apre il film con l’iniziazione al sesso del più giovane Guy, su di un tavolo di biliardo, e senza timori si fa servire la colazione al mattino dopo proprio lì, sul tavolo da biliardo, entrambi avvolti solo da un lenzuolo. Dopo qualche settimana dall’accaduto Gilda lascia l’Inghilterra e si trasferisce in Francia, dove si dedica alla fotografia e trova un nuovo amante che può aiutarla a coltivare la sua passione, nel frattempo continua a scrivere a Guy chiedendogli dopo qualche anno, proprio quando lui la stava dimenticando e s’era trovato una nuova fidanzata, di raggiungerla a Parigi. Qui Gilda, Guy e Mia, una modella spagnola che Gilda aveva preso con sè, iniziano a vivere insieme. E’ per tutti e tre un periodo splendido.
La trama dotata di un certo impegno storico, i lutti, la guerra, le performance eccellenti come quella della brava Charlize Theron o la particolarità di espressione di Penelope Cruz, le strade di Parigi e i giardini inglesi, avrebbero potuto fare, sulla carta, di questo film un capolavoro. Nel concreto non è così: il film è poco più di un minestrone. Certo, non è stucchevole e le scene di eros sono molte per un melodramma di questo tipo, ma non è neanche commovente o impegnato come vorrebbe far credere. Il non puntare su niente porta ad un minestrone ricco ma non squisito, qualcosa non va nella trama e nei personaggi: perché Gilda scrive proprio a Guy, che era solo un giovane e inesperto studente con il quale aveva fatto l’amore ad una festa? E perché lo invita a stare con lui e Mia, che era già anche lei amante di Gilda? Come possono convivere tre persone felicemente, quando due di queste tre sono entrambe innamorate della terza? Il personaggio di Guy è forse quello più vero, ma Mia e Gilda come sono? Mia, santa quanto amorfa, eppure lesbica e con una grande apertura, debole e forte allo stesso tempo, muore e nel film poco cambia, nonostante Guy e Gilda sembrino dispiacersi. Ma Mia era di troppo, e non sono solo Gilda e Guy a pensarlo ma anche gli spettatori. Mia aveva un amante con inclinazioni sadomasochistiche (o così sembra, dal film), e quando Gilda s’accorge che Mia aveva sopportato troppo, gli dà un appuntamento mostrando falso interesse ed è lei a frustarlo. Di Gilda ciò che si evince è solo che sia una donna senza sentimenti: il suo personaggio, non si sa bene dove porti. E’ algida, come una bambola, ama il sesso e oltre a questo non si sa chi o che cosa ami veramente. Alla fine il suo bene – perché ne aveva fatto di bene, lavorando come spia per gli Alleati, e in ciò il film mi ricorda Lussuria – non viene pagato. Il personaggio forse più tenero e vero è solo quello di Guy: un gentile ed onesto ragazzo inglese, innamorato, con il senso del dovere e del giusto. Forse, un ragazzo troppo onesto e troppo giusto: come regge tutti i tradimenti di Gilda senza battere ciglio? Un cerbiatto, dall’inizio alla fine.
Un altro paragone che trovo a fare è quello con The Dreamers: anche qui c’è un triangolo, mentre fuori il mondo sta cambiando. Solo che mentre in The Dreamers per l’intero film nessuno fa caso al mondo che sta cambiando e si continua ad oziare nel letto, qui a metà pellicola due dei tre protagonisti alzano la testa e lasciano l’appartamento nel quale la loro vita scorreva tranquilla, andando in Spagna a prestare aiuto ai feriti come medico e come infermiera. Gilda, da sola, è l’unica che sembra volersi rifiutare di preoccuparsi degli eventi.
Ancora, confermo, un film che sarebbe potuto andare ben oltre, e che sarebbe stato meno scialbo con un po’ più di sale, mentre s’è abbondato solo di spezie piccanti (annullate dallo stampo mélo dell’intero film).

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