L’Amant di Annaud

Film del 1992 dello stesso regista di Sette anni in Tibet, L’Amant è un film delicato, dalle splendide immagini e, come il titolo suggerisce, a carattere erotico.
La storia potrebbe sembrare nella sua semplicità un pretesto per mostrare del sesso: non è così, le scene sessuali sono pacate e mai invadenti, è la storia, nel suo essere così sottile, a trasmettere il piacere, l’interesse nell’amore e per ciò che esso comporta, ovvero l’unione dei corpi. E’ una storia al contrario: non è l’amore che porta al sesso, ma il sesso che porta all’amore. Sul traghetto per Saigon, lungo il Mekong, in Vietnam, un giovane e ricco cinese incontra lei, francese e quindicenne, un cappello da uomo, povera, che accetta un passaggio in auto scesi dal traghetto fino a casa. I due s’incontreranno ogni giorno in una camera azzurra, nel quartiere cinese di Saigon, per fare del sesso. La cosa genera scandalo nella famiglia di lei e nel collegio dove studia, nessun’altra ragazza da allora le rivolge più la parola.

“E’ ricco, non fa niente tutto il giorno: fa solo l’amore.”
Pensa, e se ne compiace. Il cinese è innamorato di lei, ma è costretto ad accettare un matrimonio combinato con una ragazza di buona famiglia che non ha mai visto.

A lei diverte l’idea di stare con lui solo per i soldi, e per nient’altro. Le diverte il fatto che non ci sarà mai niente di più, che è impossibile avere un futuro. Si prende il suo piacere, si prende il suo denaro, le va bene così.
Glielo dice, che sta con lui solo per i soldi.

Consumato e non ricambiato nell’amore, lui mancherà all’ultimo appuntamento.
E’ solo quando si renderà conto di non poterlo vedere mai più, di non poter tornare indietro, sulle note di Chopin, che capirà anche lei di averlo amato, e che quello di dare e prendere piacere per denaro era solo un gioco sottile che la divertiva, e che dietro a tutto ciò l’aveva amato, le piaceva davvero, altrimenti non sarebbe stato così.

Forse è solo la storia di una ragazza immatura, o di una ragazza triste, ma l’amore spesso è così difficile da capire, e si confonde con mille altre cose e mille altri giochi pericolosi da non farci accorgere delle sue sfumature.


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