Alta Fedeltà

Un film d’amore e musica. E ovviamente una gran bella colonna sonora. Per intenditori. Che se non siete intenditori, verrete discriminati, così come fanno Rob Gordon e gli altri commessi del negozio di dischi, rifiutandosi di vendere vinili rari a chi “non ne capisce quanto loro”. Tratto da un romanzo di Nick Hornby, film annata 2000 di Stephen Frears, con John Cusack e nessun altro attore particolarmente noto. E’ una storia poco originale raccontata nel miglior modo possibile, e ciò che conta è il contesto, non quel che accade. La vita del proprietario di un negozio di dischi poco adulto e poco giovane, abituato a redigere per qualsiasi cosa della sua vita una Top 5: il suo passato verrà introdotto dalla Top 5 delle rotture sentimentali più dolorose di tutti i tempi, dove no, non sarà presente Laura, la ragazza con cui conviveva e con cui ha appena rotto. Ma che gli manca da morire, e non vuole ammetterlo.
Nella vita e nell’amore per ottenere qualcosa bisogna rischiare, e così il film segue con estrema cura ed attenzione il macerare dei pensieri di un feticista musicale che attraverso varie fasi giunge alla maturità sentimentale: se si vuole evitare di rimanere solo con dei brandelli di vita non vissuta e una manciata di fantasie, che si sa, non portano a niente, è necessario impegnarsi. Anche con le persone.

In realtà non posso evitare di considerare una chiave di lettura molto più cinica: possibile che l’unico modo per farsi amare completamente sia sempre fare la parte del carnefice? E’ il film numero n (con n molto elevato) che vedo negli ultimi tempi dove l’uomo ritorna con la coda fra le gambe dopo esser stato scaricato e tradito.

Traditeli, e vi ringrazieranno pure di non averli lasciati per sempre.

E domanda di rito, immancabile in ogni film: lui fa sesso meglio di me?

In effetti non posso non provare un minimo di pena per il protagonista di Alta Fedeltà che solo dopo essere stato abbandonato per l’odioso vicino di casa fan dei Supertramp capisce di desiderarla come sua compagna di vita e di essere disposto a molto per riaverla. Anche nei suoi momenti di svago con altre donne dà sempre l’impressione di essere usato e non di usare.
Una tenera persona inutile, insomma, che se era stata lasciata qualche motivo in effetti c’era.

Molto buona la colonna sonora, che però non è apprezzabile totalmente se non accompagnata dal film. Infatti le canzoni citate ed eseguite anche per soli pochi secondi sono molte di più delle 15 contenute nel disco ost del film.

In conclusione: Alta Fedeltà è un film un po’ giovane un po’ sentimentale ed anche divertente che però non sia una schifezza. E non è poco.

“Il feticista musicale non è diverso da quello porno, mi vergognerei di sfruttarli se non fossi anch’io in quel gruppo.”

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