Shirahime-Sho – La Principessa Bianca

E’ un volume unico del 1992 delle Clamp.
Si tratta di un’opera molto delicata che attinge alla mitologia giapponese descrivendo tre storie che ruotano intorno alla presenza di esseri soprannaturali come gli yuki-onna, spiriti della neve. Essi sono degli youkai dalle sembianze femminili e si crede siano gli spiriti di donne morte a causa del freddo.
Nella prima storia, una giovane ragazza va alla ricerca del demone lupo che le uccise il padre, in modo da vendicarne la morte. Qui scopre che l’animale che doveva uccidere è in realtà una creatura gentile, che si prende cura di lei quando si trova in difficoltà a causa del freddo dei monti ed è aggredita da un branco di cani selvatici. La ragazza dà all’animale un nome, Inuki, che vuol dire “cane demone”. E’ proprio in questo momento, quando si rende conto di amarlo, che l’animale viene trafitto da una freccia di un giovane, il quale crede di aver così salvato la ragazza da un pericolo imminente.
Nella seconda storia due innamorati si separano. La fanciulla promette che lo aspetterà per sempre nei pressi dello stesso lago ghiacciato dove si sono separati, il quale non si scalda nemmeno a primavera, perenne come i sentimenti che la legano a lui. Dopo trent’anni, stanco e provato dalla vita, l’uomo al quale aveva fatto giuramento ritornerà sullo stesso lago, scoprendo uno spettacolo agghiacciante. La bellezza e l’amore della giovane erano rimasti intatti come un fiore di ghiaccio che non può mai appassire, ritrova la sua innamorata morta al di sotto del lago ghiacciato, lei che l’aspetterà per sempre.
Nella terza e ultima storia nuovamente due innamorati sono costretti a separarsi. E’ costante il pensiero di lui verso la sua donna, tant’è che quando fra i monti vede una coppia di aironi insieme, per l’invidia ne trafigge uno con il suo arco. Smarrisce la strada, e dopo giorni in un paesaggio sempre identicamente bianco, ritrova lo stesso airone trafitto a terra, rendendosi conto così che stava da tempo girando in cerchio nello stesso posto. L’airone era senza testa. Atterrito, dopo alcuni giorni vede di nuovo un airone morto sulla neve, ma non era quello che aveva ucciso. Scopre fra le ali che l’airone quand’era morto portava con sé un piccolo teschio di un altro airone. Era il teschio del suo innamorato, non se ne era mai separato. Pentito di ciò che aveva fatto, al giovane appare una giovane donna dai lunghi capelli neri, spirito dell’airone, che gli indica la via del ritorno. Si intravedono le luci del paese, il giovane potrà ritornare a casa.
Si tratta di storie molto dure e tristi. Il tema è il dolore della separazione. Anche nell’ultima storia, due amati si ricongiungono al prezzo della separazione di altri due. Un’ingiustizia che non ha voluto vendetta bensì perdono.
Poche parole, molto narrato per immagini. E’ costante il paesaggio gelido e ostile che circonda ogni cosa. Non si tratta di luoghi per vivere, tanto meno per amare. Luoghi dell’animo, esteriorizzazione del dolore provato. Si dice che la neve rappresenti le lacrime di Shirahime, divinità della neve, e che sia presagio di qualcosa di tragico. Ma sarà infine Shirahime a spiegare che è invece l’animo addolorato degli umani a evocare la neve, e non lei stessa.

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