Higurashi No Naku Koro Ni – 19 Giugno 1983

Letteralmente tradotto come “Quando piansero le cicale”.
Nella trasposizione inglese è noto come When they cry – Higurashi No Naku Koro Ni.

Mettetevi a sedere: è uno dei migliori anime che ho visto negli ultimi anni.
E’ tratto da un videogioco, e questa saga gode di notevole successo in Giappone.

La storia è ambientata nel tranquillo villaggio rurale di Hinamizawa, un paese talmente da piccolo da avere una scuola dotata di un’unica classe, dove sono raggruppati bambini e ragazzi di tutte le età. Questo luogo tranquillo ed isolato mi ricorda molto l’inquietante paese di montagna dove abitavano i miei zii tanti anni fa. A volte la tranquillità cela tanti scheletri nascosti. I personaggi principali sul quale ruota ogni avvenimento sono le gemelle Shion e Mion, la tenera Rena, Rika e Satoko. Si unisce alle cinque ragazze Keichi, ultimo arrivato ad Hinamizawa, che diventa un membro del loro club scolastico. Le giornate sembrano scorrere tranquille e felici in questo piccolo paese, sotto il sole estivo, all’insegna di giochi innocenti e divertimento, in sottofondo il canto delle cicale. Ma non è affatto così… Keichi scopre che ogni anno, in concomitanza con la festa del Watanagashi, si verificano delle morti misteriose e inspiegabili. E preso dalla paranoia, si troverà anche lui ad uccidere. Higurashi è un anime che riesce a mettere davvero terrore, sia per la tensione costante nel filo della storia – la quale è alternata da temi sovrannaturali e spiegazioni più o meno plausibili agli omicidi che avvengono nel piccolo villaggio – che per le scene di estrema violenza presenti. Queste non hanno evitato di fare scalpore, tanto che nel settembre 2007, in seguito ad un caso di omicidio in Giappone in cui un membro di alto grado della polizia è stato ucciso da sua figlia di 17 anni con un’ascia, l’anime venne cancellato dai palinsesti della tv. L’episodio di cronaca nera venne infatti subito collegato al personaggio di Rena.

Un’altra caratteristica inquietante è che il piccolo villaggio di Hinamizawa è un luogo che esiste realmente. Higurashi No Naku Koro Ni è infatti ispirato alla catena di omicidi seriali avvenuti negli anni 80 nel piccolo paese turistico di Shirakawa.
Higurashi No Naku Koro Ni, oltre ad avere una collocazione geografica ben precisa, possiede anche un’ambientazione temporale definita: tutto si svolge nel Giugno del 1983.
Ma la cosa più singolare di Higurashi è che la storia è divisa in archi narrativi. In ciascuno di questi archi i sei personaggi principali vivono parte della loro vita, sviluppano relazioni, fanno le loro personali scelte o prendono strade dettate dal caso, per poi terminare la loro
esistenza tragicamente nei giorni intorno al Watanagashi, l’antica festa di Hinamizawa nel quale si ringraziano i vecchi materassi lasciando che la corrente del fiume porti via piccoli fiocchi di cotone. Alla fine di ciascun arco – che in un modo o nell’altro riesce sempre a prendere una strada in cui tutto si risolve nel peggior modo possibile – i personaggi ritornano a vivere come se non fosse accaduto a niente, e ripercorrono i giorni e i mesi che
precedono il Watanagashi.
L’anime è per ora composto da due serie rispettivamente di 26 e 24 episodi. La seconda vede l’aggiunta nel titolo della parola “kai” che in giapponese vuol dire “risolto”. Infatti la prima serie, episodio dopo episodio, fa in modo che si accumulino sempre più interrogativi – con pochissimi elementi di risoluzione.

E’ stato prodotto anche un OAV, Nekogoroshi-hen, Il Capitolo dell’Assassinio del Gatto di cui consiglio la visione tra la fine della prima serie e l’inizio della seconda.

E’ prevista a breve l’uscita di Higurashi No Naku Koro Ni Rei, una serie di 6 OAV che approfondiscono il passato di Satoshi e Shion e prevedono un arco narrativo dove anche Rika uccide.

E’ in produzione una terza serie, Umineko No Naku Koro Ni che vuol dire “Quando piansero i gabbiani”. In questa terza serie la storia trascende dal piccolo villaggio di Hinamizawa che diventa solo un piccolo tassello di un conflitto tra entità superiori. Sono stati prodotti anche una serie manga, un live action (un telefilm con attori in carne reali) ed un film.

Come già affermato, Higurashi è tratto da un videogioco nel quale si interpreta Keichi e si indaga sugli omicidi seriali di Hinamizawa insieme al commissario
di polizia Oyshii. Il videogioco prevedeva otto finali possibili, ma in seguito al successo delle serie animate sono stati prodotti altri videogames di diverso
genere.
Nonciclopedia ha dedicato una voce ad Higurashi presente all’indirizzo:
Higurashi No Naku Koro Ni – NonciclopediaNonostante sia poco conosciuto in Italia (sono disponibili degli ottimi fansub) si tratta di una saga di grande impatto. Nella prima serie
è tutto all’insegna della tensione e della paura, ma nella metà abbondante della seconda i nodi iniziano a venire al pettine e i sei personaggi principali dimostrano un trasporto ed un feeling degno di Sailor Moon e delle altre guerriere nella battaglia finale (e giuro che non sono ironica).Uno dei pochi anime di 50 episodi dove non vi sia nemmeno un
bacio ma i sentimenti di ogni personaggio siano ugualmente ben definiti.

Perché vedere Higurashi No Naku Koro Ni? Cercavo qualcosa che assomigliasse vagamente ad Elfen Lied e ho trovato pane per i miei denti. E’ un anime dove convivono scene felici e storie atroci. Dove i personaggi più kawaii sono tutt’altro che innocenti. Un anime non consigliato a chi ha lo stomaco debole – niente di eclatante, è pur sempre soltanto un anime – un anime con una gran bella storia di quelle che solo in Giappone potevano realizzare.
Con un po’ di sano e gran figo cattivo gusto, per intenderci. E un po’ di fanservice qua e là (che per chi non lo sapesse vuol dire presenza gratuita di belle ragazze o inquadrature strane, anche Elfen Lied ne ha). Un altro anime che si vocifera essere simile ad Elfen Lied ed Higurashi per questa dualità kawaii/gore è School Days.

Vi lascio con alcune frasi tratte dall’anime:“Non vuoi vedere che il mondo esiste dopo il Giugno 1983?” (Rika Furude)

“Senza una maledizione, non ci sarebbe Dio. Io maledico, quindi vengo temuta. Vengo temuta, quindi vengo riverita. Dio è giunto. Io sono il Monaco.”

“Si dice che la curiosità uccise il gatto.”

“E’ meglio così. Anche se non vieni a cercarla, la maledizione verrà da te. Perché… è quasi Watanagashi ora.”

La mia idea era in realtà quella di realizzare un sito web, ma in attesa di una migliore collocazione, qui trovate parole e link per le sigle di apertura e chiusura di Higurashi.

Sigle iniziali e finali

HIGURASHI NO NAKU KORO NI – SHIMAMIYA EIKO
1st Opening

Voltandosi indietro con mani di morte
Gli artigli alzati nell’oscurità hanno dilaniato la notte
Le gocce di pioggia diventano gocce di sangue che scorrono lungo la guancia
Se non c’è più un luogo dove poter tornare
Ferma il tuo dito contro il mio dito
Ti condurrò con le nostre dita congiunte
Verso il bosco proibito dove cantano le cicale
Non possiamo più tornare indietro

WHY OR WHY NOT – KATAKIRI REKKA
1st Ending

Per avere la mia felicità, ho fatto tutto
Ma nulla per cui essere rimproverata o accusata
Il suono dei passi si fa più forte ogni giorno
Finchè ho notato che non era rimasto più tempo
Credevo nella vita, di essere sempre me stessa
E mi chiedevo se sarei sopravvissuta
Dammi una ragione, o perché no, per adattarmi a tutto questoO piuttosto giudicarmi colpevole di troppi peccati incurabili
Dimmi perché, o perché no, lamentarsi del mio modo di vivere
Forse ho tralasciato qualcosa di fatale per me

NARAKU NO HANA – EIKO SHIMAMIYA
2st Opening
Vieni, facci dimenticare del futuro
Che finirà ancora una volta nel sangue
Se si alza un vento gentile
Probabilmente è un segno
Scappa via, scappa via
Da quel destino che ti imprigiona
Non sei come un fiore nell’inferno
Non sbocciare in un posto del genere
Non sbocciare qui, non sbocciare qui
Non farti intrappolare
Frammenti di tempo che vagano senza alcun suono.

TAISHOU A – ANNINA
2st Ending
Copro il tuo corpo con la terra anche se può essere vietato
C’era una tentazione che non potevi nascondere nei tuoi puri
e lucenti occhi
Perché esiste questo peccato?
Perché esiste questa punizione?
Quell’accecante luce bianca nel corridoio imitò le tenebre
eterne
Posso vedere tutto chiaramente ora
Presto svanirà
La fine di ogni episodio della prima serie di Higurashi ha per preview i versi di un’autrice giapponese. Li riporto per chi li stesse cercando. Sul momento e a piccoli dosi sono piuttosto d’impatto, ma non ne consiglio la lettura per intero in quanto già alla terza strofa sembrano un’ammasso di parole senza senso. Il Kai ha invece dei preview più convenzionali, in cui Hanyuu e Rika commentano e scherzano sui loro compagni, sono dei preview così poco divertenti che ho li ho saltati per l’intera serie.

Puoi credere a ciò che vedono i tuoi occhi?
Puoi credere a ciò che percepiscono i tuoi sensi?
Puoi credere a me?

Quello che puoi vedere è il luogo ideale per le menzogne.
Ciò che vi puoi scorgere è uno sguardo empio.
Ciò che puoi vedere in me è una tristezza che ritorna.Non temere il nostro incontro di domani.
Non ferire il tuo cuore.
Non chiedere scusa per quanto è successo ieri.Vuoi trovare il vero te stesso?
Vuoi trovare perdono per la tua incapacità?
Vuoi capire un’altra me stessa?Quello che vuoi vedere è la forma della notte.
Ciò che vuoi sentire è il rumore di passi smarriti.
Ciò che vuoi conoscere è il vero posto giusto per te.Ciò che sta tremando è il tuo cuore.
Ciò che lo stà causando è l’ombra dell’oscurità.
Quello che ti raggela è l’ingannatrice, che sono io.Un rimorso che non può essere sopito.
Un’esistenza a cui non si può concedere perdono.
Ciò che vi è scolpito dentro, è un’altra me.Ciò che sto dimenticando è il calore del tuo corpo.
Ciò che me lo rammenta sono il rumore dei passi della tristezza.
Quello che mi incoraggia verso la porta è il frammento di un ricordo.
Ciò che non trova sollievo sono le lacrime degli orfani.
Ciò che non può essere fermato è il grido del desiderio.
Quello che viene a farti visita è la catena dell’odio.Quello che desideravi era addormentarti come sempre.
Quello che puoi sentire è il perfido rumore della pioggia.
Ciò che la fatta scendere è la porta dell’oscurità.Ciò che ti confonde sono le orme della gente.
Ciò che ti insegue sono sguardi sospettosi.
Quello che se ne và è un altro te stesso.Il rumore dei passi, un sussurro ormai appassito.
Quello che puoi vedere sono i vortici di nebbia.
Ciò che puoi sentire è la compassione della tua stessa ragione.Ciò che è venuto a farti visita è l’ombra del crepuscolo.
Ciò che si è perso,sono le tenebre del tempo.
Quello che incontrerai sono frammenti di passato e futuro.Ciò che desideri è una forma che non tremi.
Quello che cerchi è il sentiero della luce.
Ciò che hai trovato è la tristezza di sempre.Ciò che incontrerai è la ricompensa per la tua gentilezza.
Quello che accadrà è un labirinto verso la tristezza.
Ciò che brucia è un pensiero rivolto al risentimento.Ciò che hai perso di vista è la consueta via del ritorno.
Quello che non puoi mantenere è la promessa verso te stesso.
Ciò che vuoi cancellare è il ricordo di me.Quello che è stato cancellato è il profumo dei tuoi ricordi.
Ciò che si può vedere sono le conseguenze del tuo risentimento.
Ciò che risuona è il suono dei tuoi passi che giungono dal passato.Quello che cerchi è un pò di tranquillità.
Ciò che puoi vedere è un sentiero nel risentimento.
Il luogo in cui conduce è al di là delle tenebre.Quello che ti ha sfiorato è un’ombra tremante.
Ciò che risuona è l’eco della tristezza.
Ciò che permea l’aria è il profumo di un ricordo bruciato.Ciò che stai attraversando è l’incrocio di sempre.
Ciò da cui stai lontano è un angolo oscuro.
Il luogo che vuoi raggiungere è un riparo dalla pioggia.Ciò che può essere cancellato è l’immagine lasciata dal passato.
Ciò che è invitato è l’immagine riflessa dal futuro.
Quello che se ne ottiene è un altro capriccio.Ciò che ti trafigge è il ricordo della felicità.
Ciò che ti permette di sfuggirgli è l’annuncio che lo accompagna.
Quello che ti può salvare è lo smarrimento di un istante.Il luogo su cui corri è la strada che porta a casa.
Ciò che procede strisciando è il segnale di un imminente sfortuna.
Quello che la può innescare sono miseri appunti.

Il sangue che fuoriesce è un ricordo verso il passato.
Ciò che ti sei reso conto è il peso dei peccati.
Ciò che si trova là è la conclusione futura.

Ciò che si è smarrito è la classe dei tuoi ricordi.
Ciò che risuona è un sospiro verso la disperazione.
La sua destinazione è la fine dell’inizio.Ti darò di che giocare
Con questo peccato che si ripete in eterno
Ma solo fino a quando ti piacerà.

 

5 thoughts on “Higurashi No Naku Koro Ni – 19 Giugno 1983

  1. Complimenti Vale, una recensione davvero ben fatta! (E che te lo dico a fare! :D!)La storia poi, mi sembra molto interessante! :)! :*!

  2. Sono passata di qui per caso…Io sto guardando Higurashi no naku koro ni Kai Ora,davvero un bellissimo anime, poi, ho notato pure Che hai visto elfen lied (Nyu è stupenda *-*)beh abbiamo gli stessi Gusti vedo..Se mi vuoi aggiungere su msn il mio contatto è questolety_lique@hotmail.itMi farebbe piacere, baci LaLetiiNi-pa^^

      • Ciao Giurg grazie per esere passata. :D Devi essere veramente figa per aver visto Higurashi a 7 anni. :D

        Mi dispiace per LaLetii, non ricordo se l’ho aggiunta, ma non rispondo spesso ai commenti.

        Ora sono alla ricerca di qualche anime bello da vedere, ma come Higurashi, con quello stesso fascino, non ne ho più trovati.

  3. Pingback: Kiseiju – L’ospite indesiderato – Parasyte | … And Justice For All

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