Proteggi la mia terra – Please save my earth

Qualcuno mi aveva già chiesto di che cosa si trattasse,
altri hanno più che altro subito il mio entusiasmo verso di esso.
Proteggi la mia terra (In inglese: Please save my earth) è
un manga di Saki Hiwatari pubblicato in Giappone tra la fine degli anni ’80 e
l’inizio dei ’90, giunto in Italia tramite Planet Manga solo tra il 1998 e il
2000. Il successo di questo fumetto in Italia si è avuto più che altro solo
qualche anno dopo la pubblicazione. In fumetteria è introvabile, e vi
chiederanno prezzi improponibili (a me sono arrivati a chiedere fino a 150
euro), su Ebay invece le serie complete di PSME 
si gettano e io sono riuscita ad avere tutti e 32 i numeri al prezzo di
80 euro, ma finchè riuscirete ad averlo a meno di 100 euro farete un buon
acquisto.

La storia.
La storia è una delle più valide che abbia incontrato finora
nel mondo dei manga. Colloco Proteggi un gradino sotto Angel Sanctuary (Angel
Sanctuary ha un tratto ed un’ambientazione molto più vistosa, e forse anche più
occidentale) ed uno sopra Video Girl Ai (coinvolgente ma non dotato dello
spessore di PSME); Proteggi si tratta di un’opera umana e delicata, del genere
shoujo ma che non dispiacerà assolutamente ai ragazzi, infatti Saki Hiwatari
riesce a tenere tutti i lettori con il fiato sospeso fino all’ultimo numero.
Tutti i personaggi sono estremamente ben caratterizzati e diversi dagli
stereotipi dei personaggi manga ai quali siamo abituati, ma (ed in senso
positivo) in ogni pagina ci si ricorda fortemente di star leggendo un manga di
fine anni ’80. Reincarnazione, sentimenti, scene di ambientazione scolastica,
gatti giganti, disegni tipici dello stile di quegli anni (ma che con l’andare
avanti dei volumi diventano più che eccellenti), si tratta tutti di elementi
molto apprezzati dai più nostalgici del periodo.

Entrando nei dettagli della storia, essa si può suddividere
in almeno due parti.
Viene inizialmente presentata e sviluppata la vita dei
personaggi principali (sette studenti del liceo, due femmine e cinque maschi,
tra cui un bambino di soli otto anni), ma ben presto essi scoprono di avere dei
ricordi comuni, che riguardano nient’altro che le loro vite precedenti a quella
che stanno vivendo. Nati in un sistema solare diverso dal nostro, i sette
avevano partecipato ad una missione di osservazione della terra (da loro
chiamata “pianeta KK”) che prevedeva il trasferimento sulla luna; da qui, poi,
non sarebbero più tornati sul pianeta natio, e sarebbero morti uno dopo l’altro
a causa di un’epidemia.
Ciò lascia già capire che in Proteggi la mia terra si svolgono
due storie in parallelo: una ambientata sulla terra, ed un’altra, che
lentamente affiora dai ricordi dei protagonisti, inerente gli avvenimenti sulla
luna.
Dopo il decimo volume la narrazione si sposta integralmente
sulla luna: viene raccontata la vita di Shion (incarnazione del più piccolo dei
sette, Rin), a partire dalla sua infanzia fino al fidanzamento con Mokuren, per
poi chiudere la lunga parentesi e ritornare a raccontare gli eventi sulla
terra.

Fino a qua il manga sembrerebbe già ben orchestrato ed
interessante, ma si è solo a due terzi della storia. Il lettore viene
successivamente introdotto ad una terza parte dove la stessa storia viene completamente
riesplorata sotto un altro punto di vista, quello della kicie sarjarian Mokuren
(un kicie sarjarian è qualcosa di simile ad un santo cristiano), incarnatasi
sulla terra in Arisu, una ragazza capace di comprendere i sentimenti delle
piante e degli animali.
Questa dualità del racconto (visto prima dagli occhi di
Shion, e poi da quelli di Mokuren) mi ha ricordato alcuni libri che avevo letto
quando ero bambina: si trattava di storie d’amore, analizzate prima dal punto
di vista di lui e poi dal punto di vista di lei. Era molto divertente notare i
fraintendimenti e le singole impressioni personali sulle stesse esperienze.
Però, in PSME, questo stratagemma ha uno scopo meno frivolo dei libri di allora.
Mokuren vive una vita molto diversa dal resto dei personaggi (così com’è
diversa la vita di Shion da quella di tutti gli altri), e che merita pienamente
l’attenzione dell’autrice. Tra i temi esplorati vi è ovviamente anche la
religione. Inoltre la sua incarnazione, Arisu, è l’unico dei personaggi che non
ricorda, per gran parte della lunghezza del fumetto, della sua vita passata, e
i cui sentimenti sono un’incognita fino alla fine. Insomma, la terza parte
della storia è forse di quanto più gradito il lettore potesse ricevere.

PSME lascia
riflettere su molti argomenti, forse troppi per essere riassunti in una
recensione di questo tipo. Nei personaggi di Saki Hiwatari non vi è il male o
il bene assoluto: tutti sono colpevoli sotto qualche aspetto, e tremendamente
umani; anche i meno esplorati avrebbero tanto da dire e da fare.
Il “cattivo”
della storia, Shion, è probabilmente anche il più amato, se ci si immedesima nei
sentimenti della sua compagna Mokuren. Gli strani sentimenti tra i due possono
indurci a pensare che i modi di amare possono essere molto diversi a seconda
delle persone: l’amore non ha un unico modo di essere espresso. Essere capaci
di comprendere ed accettare ciò che le persone sono disposte a darci, è forse
il vero modo di amare. Ma è giusto avere un personale modo di esprimere
l’amore, se discusso e incompreso dagli altri? A causa della durezza di Shion e
del carattere estremamente mite di Mokuren, la loro relazione è un punto
interrogativo per tutti anche a serie conclusa. Per non parlare del rapporto
tra le loro incarnazioni, Rin e Arisu, rispettivamente un bambino di 8 anni e
una ragazza di 16… Un amore al limite della pedofilia non può che lasciare
perplessi.

Inusuale è inoltre la presenza di un sentimento omosessuale,
quello tra Issei (che nella sua vita precedente era una donna, Enjiu) e
Jinpachi (incarnazione di Gyokuran, l’uomo amato da Enjiu), la quale può essere
vista sia come un’apertura al diverso (infatti l’essere umano, tra le sue mille
sfumature, può essere fatto anche di omosessualità), che come una
manifestazione di universalità dell’amore.

La religione, le credenze, l’amore, la famiglia, la
disperazione, l’abbandono, la solitudine, il rifiuto. Il bene ed il male, il
passato ed il presente. PSME è una miniera di temi che portano alla
riflessione, conditi da un po’ di azione.

L’anime.
Dall’opera di Saki Hiwatari sono stati tratti 6 OAV da 30
minuti l’uno (per un totale di 3 ore di animazioni) nei quali la prima parte
della storia viene seguita fedelmente, per poi collassare nel finale, che
lascia non pochi dubbi e non è del tutto comprensibile a chi non ha letto il
manga. Nonostante ciò, gli episodi sono ben fatti e capaci di trasportare il pubblico,
e lasciano intendere perfettamente le potenzialità non sfruttate della storia.
Immediatamente ci si rende conto con che tipo di opera si sta avendo a che
fare.

Successivamente, dall’unione di questi episodi e l’aggiunta
di altre scene inedite, il finale dell’anime viene chiarito in un film, intitolato "Arisu kara Rin kun"
("Per Rin da Arisu"), il quale sfortunatamente in Italia non è stato
mai portato, e che è molto difficile da reperire anche in altre lingue. Adesso
ne sto scaricando una versione in cinese, sperando che si tratti effettivamente
di quello che cerco. Nel film vi sono molte scene anche di Rin cresciuto e
dell’infanzia di Mokuren, quindi ho qualche aspettativa (aspettativa ottima se
sono disposta a vedere un film in cinese).

L’autrice.
Saki Hiwatari è conosciuta principalmente per Proteggi la
mia terra
.
Successivamente in Italia è stato pubblicato Global Garden (7
volumi), storia che tratta temi simili (amore per la natura, fantascienza,
reincarnazione), dove tra i personaggi c’è addirittura Einstein. (Oh mio dio.) Sembra che si tratti di un buon fumetto, ma non paragonabile
per profondità ed eleganza a Proteggi. Inoltre lo stile di disegno dell’autrice
è fortemente cambiato rispetto a Proteggi, e risulta molto più simile a quello
di uno shoujo qualsiasi del terzo millennio.
Al momento In Italia è anche in pubblicazione La luce
della luna – Proteggi la mia terra seconda generazione
, un seguito di
Proteggi nel quale i personaggi sono cresciuti e hanno avuto dei figli (i
protagonisti sono infatti Ren, il figlio di Arisu e Rin, e Kachiko, figlia di
Mikuro). Questo fumetto, come tutti i seguiti, ha scatenato opinioni molto
contrastanti, ma nonostante lo stile di disegno completamente cambiato con gli
anni, credo sia capace lo stesso di suscitare una buona dose di nostalgia in
tutti coloro che hanno letto Proteggi.

In conclusione… Tramite PSME si viene catapultati sia nel
Giappone anni ’80 che in un sistema solare alternativo, shoujo e fantascienza
vengono uniti e l’animo umano sviscerato fin dove la Hiwatari riesce. E la
Hiwatari riesce a fondo…

RIASSUNTINO PER CHI SI E’ ADDORMENTATO AL TERZO RIGO: non
crucciatevi, non vi siete persi niente, tanto in fumetteria non si trova e
costa troppo, su Emule non riuscirete a scaricarlo se non con pazienza divina,
andate in edicola e comprate un’altra merda qualunque, tipo KISS OF VOICE ma
anche un Harmony o il Sorrisi e Canzoni, oppure accendete la tv e
intrattenetevi in un altro modo, per esempio alle 4 forse c’è Heidi.
.

***

…Se ci avessi riflettuto, sarei arrivato a una conclusione
spiacevole.
Forse inconsciamente già lo sapevo, ma avevo paura di giungere alla
verità, perché è una verità avvilente. Pensavo che il disprezzo mi appagasse,
ma in fondo al cuore speravo di raccogliere le briciole della loro felicità.
Volevo che quelle persone felici mi guardassero. Speravo di prendere un bacio.
In verità di Sarjarim non poteva importarmene di meno. Volevo soltanto qualcuno
che facesse almeno finta di essere la mia famiglia. Ma il mio orgoglio non me
lo permetteva. Non volevo pensare a una cosa così triste. Non volevo pensare
che desideravo un bacio come quando ero bambino.
Credevo che il violentarti significasse disprezzare
Sarjarim. Ma non era vero.
Avevo soltanto bisogno di un pretesto per fare
l’amore.


*Sarjarim: Dio
(Shion a Mokuren, Proteggi la mia terra, Volume 19)

***

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2 thoughts on “Proteggi la mia terra – Please save my earth

  1. Oddeo!! ma ci sn anche due gay che si baciano °_°Valeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeemi dispiace che nn mi faccio vivo più tanto spesso, ma la vita universitaria mi sta uccidendo :°°(

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