Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e Al di là dello specchio

Inauguro il primo intervento nella categoria Libri con il
famoso racconto di Lewis Carroll – Alice nel paese delle meraviglie. Se non siete interessati a sciropparvi tutto quel che ho scritto, scendete almeno in fondo a dare uno sguardo alla vita dell’autore, perchè credo che lo troverete interessante.
Dopo aver subito decine di citazioni, richiami e allusioni a
questo libro, in videogiochi (Mc Gee’s Alice), fumetti (il cappellaio matto di
Angel Sanctuary, storie brevi di Kaori Yuki, Arisu/Alice in Proteggi la mia
terra
, Project Arms), film (Donnie Darko), musica (Jefferson Airplane, Marylin
Manson
), ho deciso di riesumare questa fiaba della mia infanzia osservandola da
un punto di vista un po’ meno indiretto.
Essendo una fiaba scritta in periodo vittoriano, mi aspettavo
qualcosa dallo stile vagamente altisonante: in realtà gli adattamenti italiani
sono piuttosto scorrevoli ed adatti anche ai più piccoli. Ciò che penalizza la
lettura di Alice in Wonderland è piuttosto l’intraducibilità di moltissimi giochi
di parole ed allusioni a più significati, perciò sarebbe vivamente consigliata
la lettura del testo originale, sempre che siate così incuriositi dall’opera da
farne valere la pena. Comunque, nonostante i problemi di adattamento, ho
trovato molto piacevole leggere Alice nel paese delle meraviglie e il suo meno
famoso seguito Al di là dello specchio (dal quale sono stati comunque estratti molti
personaggi per il lungometraggio di Walt Disney).
Nel primo libro, Alice, attraversando la tana del
Bianconiglio, si ritrova in un mondo parallelo dotato di elementi fantastici.
Qui gli animali parlano, il Bianconiglio ha un orologio da taschino che
controlla di continuo e nervosamente, le carte da gioco francesi sono animate e
la Regina di Cuori coinvolge la piccola protagonista in un’impossibile partita a croquet dove le
mazze e gli archi sono costituiti da animali e carte da gioco.
Rileggere della lunghissima caduta all’interno della tana,
dei barattoli di marmellata, delle bottigliette con su scritto Bevimi e i
dolcetti provvisti del cartello Mangiami, dello scontroso bruco con il
narghilè, delle mille trasformazioni di Alice, della Regina di Cuori e di tante
altre cose, è stato come fare luce su dei ricordi d’infanzia accantonati da tempo. La riscoperta del passato non è una cosa banale: molti eventi che abbiamo vissuto
e di cui ignoriamo il ricordo in realtà continuano a lavorare in background e
ad arricchire il nostro immaginario. Ne ignoriamo le fonti effettive, ma le
emozioni scaturite dal nuovo sono spesso riconducibili al passato, ed è perciò
che penso che ricercando nell’infanzia sia possibile trovare qualcosa che ci
faccia stare bene ancora oggi.
Diceva Virginia Woolf: Non importa che età avete, se siete
importanti o insignificanti: tutti tornate a essere bambini.

Concluso in poco Alice nel paese delle meraviglie (un
centinaio di pagine), sono passata direttamente ad Al di là dello specchio, seguito
della storia poco prevedibile ma anch’esso
ricco di situazioni che avevo già visto in passato (Walt Disney domina).
Come il titolo lascia intuire, qui Alice si trova ad
attraversare lo specchio del salotto di casa e giunge così in un nuovo mondo parallelo ancor più privo di
logica del Paese delle Meraviglie: nel mondo dello specchio per dissetarsi si
mangia del pane secco e per saziarsi si beve dell’acqua, per rimanere nello
stesso posto bisogna correre velocemente senza mai fermarsi, per acquistare un
uovo ci vogliono cinque penny, per acquistarne due solo due penny, gli insetti
sono grandi come elefanti e gli eventi accadono all’incontrario. Qui Alice
partecipa ad un’insolita partita a scacchi e si imbatte in tutti i pezzi della
scacchiera (mentre nel primo libro vi erano le carte francesi). Avrà a che fare
inoltre con dei fiori parlanti, si troverà senza volerlo su di un treno senza
biglietto, incontrerà Tweedledum e Twedledee (due bambini un po’ cresciuti),
una pecora in una bottega che le venderà per cinque penny Humpty Dumpty, l’uomo-uovo, assisterà al combattimento tra il Leone e l’Unicorno, verrà
imprigionata dal Cavaliere Rosso e salvata dal Cavaliere Bianco, tutti la
costringeranno ad ascoltare lunghissime ed insensate filastrocche sui pesci,
fino a quando, scacco dopo scacco, arriverà all’ottava posizione dove verrà
incoronata Regina Alice e terrà lei stessa un banchetto (anche se gli invitati
non li sceglierà lei…).
Uno dei capitoli più surreali è sicuramente quello della pecora:
in questo episodio le persone e lo scenario si modificano di continuo e senza
preavviso, la Regina Bianca si trasforma in pecora, il bosco in bottega, gli oggetti
in vendita sugli scaffali si spostano e fuggono appena qualcuno vi pone sopra
lo sguardo, la bottega si trasforma in lago ed Alice è su di una barca che rema
e raccoglie dolci giunchi odorosi che svaniscono appena vengono colti, il lago
si trasforma nuovamente in bottega, Alice acquista dalla pecora un uovo che si
trasforma in Humpty Dumpty, un uomo a forma di uovo.
Nonostante i mille eventi impossibili, Alice non perde mai
la sua compostezza vittoriana che è assolutamente non convenzionale per una bambina. Alice
è di ottima famiglia ed è ben educata, conosce le regole di conversazione e di
comportamento, ma allontanata dal suo mondo di cliché e protocolli, si trova in
dei luoghi dove la logica comune non ha alcun valore. Eppure Alice non
contraria le persone con cui ha che fare e cerca sempre di non urtare la
sensibilità di nessuno (sebbene molti urtino la sua), non perde la pazienza,
conosce la distinzione tra nobili e domestici (infatti si sente molto
imbarazzata quando il Bianconiglio la scambia per una domestica), e c’è da dire che
è effettivamente molto adulta per la sua età.

Il personaggio è ispirato ad una bambina realmente esistita,
Alice Pleasance Liddell, una delle tre figlie del decano di Christ Church, dove
Charles Lutwidge Dodgson (pseudonimo di Lewis Carroll), viveva e insegnava
matematica.

Ciò che forse molti non sapranno (e che è stato una sorpresa
anche per me) è che Lewis Carroll, (che prese dei voti di celibato e si dedicò
sempre a studi matematici per lavoro), avesse un amore smodato per i bambini. Nella
sua vita furono specialmente importanti queste tre figlie del decano, che egli
portava spesso a fare delle passeggiate e a prendere il tè, ma non mancarono
altre bambine negli anni precedenti e successivi; la cosa strana di queste
relazioni di amicizia è che egli le concludeva non appena le infanti raggiungevano
la pubertà; sembra inoltre che lo scrittore non abbia mai avuto alcuna storia
con una donna vera e propria. Sembrerà ancora più compromettente l’hobby di Carroll
di fotografare bambine nude, cosa che però era di moda dell’epoca, e che faceva
in presenza dei genitori; ma allora perché solo bambine e non anche bambini? Aggiungiamo
poi che vi sono documenti che testimoniano che dopo alcuni anni la famiglia
Liddell improvvisamente chiuse i rapporti con lo scrittore, in seguito ad un
litigio di cui si ignorano le cause… Tutto ciò, non è strano? Sono in molti a
sostenere che Lewis Carroll potesse essere un pedofilo, o che comunque avesse strane tendenze che cercava di
reprimere.

Beh, che dire… Bella roba diamo da leggere ai nostri figli.
Queste favole sono sempre delle cose atroci. Ai più piccoli,
meglio cose innocenti come Pingu.

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One thought on “Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e Al di là dello specchio

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